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AGGIORNAMENTO: dal 1° gennaio 2018 l'AEEGSI (Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico), citata in questo articolo, è diventata ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

Nel caso decidessimo di intraprendere l’iniziativa di realizzare un impianto fotovoltaico o perlomeno valutarne dapprima la convenienza nel realizzarlo sulla nostra casa o nella nostra azienda, è molto importante determinare con la maggior precisione possibile quali sono i nostri fabbisogni di energia elettrica. Infatti dai nostri articoli:

  1. L'Autoconsumo in un impianto FV
  2. Fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene ancora?
  3. Lo Scambio Sul Posto per impianti FV
  4. Esempio di investimento fotovoltaico domestico
  5. Esempio di investimento fotovoltaico industriale

dovrebbe essersi compreso come effettivamente il quantitativo di kWh di consumo annuale delle nostre utenze sia il dato di partenza e forse il più importante per trarne tutte le considerazioni economiche e non relative all’eventuale investimento fotovoltaico. Già ad esempio con lo scambio sul posto nell’articolo Lo Scambio Sul Posto per impianti FV risulta chiaro come tale maccanismo sia più o meno conveniente in relazione all’effettiva taglia in potenza realizzata dell’impianto fotovoltaico (dipendente a sua volta dal confronto dei kWh annuali fra produzione dell’impianto fotovoltaico e fabbisogni di energia elettrica). In passato i bisogni di energia elettrica sono sempre stati importanti quando si trattava di valutare di realizzare un impianto fotovoltaico ma dopo il termine degli incentivi, essi assumono un’importanza primaria tanto da essere un elemento fondamentale per la decisione di intraprendere o meno la realizzazione dell’impianto stesso: non si può assolutamente trascurarli o soprassedere alla loro valutazione e analisi.

Profili di consumo (fabbisogni)
I fabbisogni elettrici devono essere confrontabili con la taglia specifica dell’impianto fotovoltaico ovvero con la relativa produzione annuale in kWh di energia fotovoltaica. Devono sussistere perciò le condizioni soggettive per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Per soggettive si intendono, tra l’altro, le particolari necessità energetiche ad esempio della nostra specifica situazione casalinga. In tale ambito si definiscono i cosiddetti profili energetici (o profili di carico o di consumo) che stabiliscono di quanta energia elettrica abbiamo bisogno e quando ovvero in quale specifica ora o momento di una generica giornata; la Figura seguente mostra appunto un profilo orario.

Andamenti significativi sono inoltre quelli che mostrano la somma dei fabbisogni di tutte le ore di un giorno generico [profilo giornaliero] oppure quelli relativi al quantitativo complessivo di energia consumata (acquistata) in uno specifico mese. La Figura seguente riporta un esempio di profilo energetico giornaliero.

Quello che segue è invece un grafico con gli andamenti di esempio di un profilo di consumo mensile.

Ci si può inoltre riferire alla somma di energia elettrica riferita a tutti i mesi e quindi di un intero anno o più. Nella maggioranza dei casi, sia per semplicità di reperimento dati, sia perché in genere è sufficiente, si prendono in considerazione i fabbisogni giornalieri medi di uno specifico mese ed i valori mensili complessivi dei generici mesi e quindi dell’anno; vedremo che tali dati sono i più utilizzati specialmente perché prelevabili direttamente mediante la lettura della nostra “bolletta” di energia elettrica.

Ricavare i nostri fabbisogni dalle bollette di energia elettrica, fasce orarie
Dall’analisi dei nostri consumi emerge la quantità di energia elettrica che acquistiamo annualmente (fabbisogni annuali). I valori numerici specifici [in kWh] dei fabbisogni ad esempio della nostra abitazione, sono tra l’altro desumibili, come detto, leggendo le fatture del nostro fornitore di energia. Da tale documento sono in genere rilevabili, per ciascuna singola bolletta, i dati dei consumi mensili complessivi per ciascuno degli ultimi dodici mesi precedenti a quello di riferimento della specifica bolletta oltre al relativo consumo annuo (somma dei consumi di tutti i mesi). Qualche fornitore riporta anche la media mensile giornaliera di consumo per ciascuno dei citati dodici mesi; se tali specifici valori non sono presenti, per ricavarli basta dividere il consumo totale dello specifico mese per il numero di giorni del mese stesso. Tutti i citati valori sono espressi in realtà sia complessivamente che con ulteriore dettaglio ovvero con distinzione riferita al periodo orario durante il quale tali consumi (fabbisogni) si sono verificati; in altri termini insieme ad esempio al valore complessivo mensile di kWh acquistati, viene indicata anche la suddivisione di quei kWh totali nelle quote che abbiamo prelevato dalla rete elettrica durante degli specifici periodi; tali periodi, detti fasce orarie e denominate F1, F2 e F3, sono distinti fra ore di punta ed ore fuori punta ed anche fra ore relative ad un giorno festivo piuttosto che lavorativo, con ulteriore classificazione e separazione includente il giorno di sabato; la somma delle quote di kWh appartenenti alle fasce F1, F2 ed F3 (in altri termini la somma F1+F2+F3) torna a fornire il valore complessivo di kWh acquistati ad esempio per uno specifico mese.

Le fasce orarie e le suddivisioni orarie e giornaliere a cui sono riferite, risultano standardizzate a livello nazionale (anche europeo) e sono definite tra l’altro dall’Autorità Statale che tutela i cittadini stabilendo regole comuni e generali ad utenti e a fornitori delle utenze di gas, energia elettrica e acqua; non a caso l’Autorità si chiama AEEGSI: Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico. La figura seguente mostra la suddivisione schematica “visiva” dei periodi di tali fasce.


ESEMPIO

Procediamo adesso con un calcolo basato sull’esempio di bolletta mostrato in una figura precedente e che ipotizziamo essere quella relativa alla nostra personale utenza ove siamo intenzionati a realizzare un impianto fotovoltaico. Si tratta per ipotesi della fattura ricevuta più recente; per l’analisi dei fabbisogni è sempre consigliabile far riferimento alle ultime bollette per avere un andamento più aggiornato quindi più vicino alla nostra attuale richiesta di energia elettrica. Estrapolando dall’esempio di bolletta i consumi riportati nel riquadro che abbiamo cerchiato in verde, si ottiene il nostro personale profilo di consumi annuali; da esso, con alcuni calcoli, è possibile dedurre tutti i dati riportati nella figura seguente.


Energia sulle bollette e non solo: valori reali e stimati

E’ sempre opportuno verificare che i valori presenti in bolletta (o forniti dal fornitore) siano riferiti a quantità reali e non si tratti invece di stime; in genere ciò si deduce, sempre dalla bolletta, se ad esempio vicino, o in riferimento ai dati di consumo, è riportato “letture reali” o “letture rilevate dal contatore” piuttosto che “valori stimati” o diciture simili. Nel caso in fattura non siano presenti tali dati di consumo (o non siano presenti dati reali), nella maggioranza dei casi sarà possibile richiederli al proprio fornitore; in alternativa, ultimamente, le imprese venditrici di energia elettrica se si tratta di regime di Mercato Libero, o Servizio Elettrico Nazionale (ex Enel Servizio Elettrico), nel caso di Servizio di Maggior Tutela, forniscono i valori mediante i loro siti web dopo opportuna registrazione e autenticazione.


Fabbisogni in assenza di bollette
Nell’ipotesi in cui la nostra analisi riguardi una nuova abitazione o in generale un’utenza da attivare ovvero in tutti quei casi ove non avessimo ancora dei dati desunti dalle bollette, sarà necessario effettuare una stima che tenga conto delle esperienze precedenti, delle condizioni soggettive, incluso ad esempio il numero di persone che abitano o abiteranno l’utenza, delle apparecchiature che saranno installate nella nuova dimora e dei tempi presunti di utilizzo di ciascun dispositivo/elettrodomestico.



CONCLUSIONI

Da quanto fin qui trattato, emerge la necessità di poter contare sull’appoggio di un consulente che ci aiuti nell’affrontare tali analisi e questo è tanto più importante quanto più complesso è il bisogno di energia elettrica dipendente dalla nostra utenza. Il presente articolo ad ogni modo risulterà utile al fine di renderci partecipi del processo decisionale in maniera consapevole.

 

 

 

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AGGIORNAMENTO: dal 1° gennaio 2018 l'AEEGSI (Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico), citata in questo articolo, è diventata ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

Nel nostro articolo Nuovo Iter Semplificato per impianti FV abbiamo descritto le fasi procedurali per poter connettere alla rete elettrica un impianto di produzione di energia elettrica ad esempio un impianto fotovoltaico. E’ possibile usufruire dell’iter semplificato se si rispettano le condizioni viste nel nostro articolo; uno di tali vincoli riguardava l’obbligo di non richiedere nessun aumento di potenza in prelievo della linea elettrica preesistente e di realizzare quindi conseguentemente un impianto (ad esempio fotovoltaico) di potenza inferiore o uguale a quella in prelievo già disponibile per la nostra utenza elettrica. Se tale condizione non può essere rispettata ad esempio perché si intende aumentare la potenza in prelievo per esigenze domestiche o industriali oppure si vuol connettere un impianto fotovoltaico di potenza superiore alla potenza massima già disponibile in prelievo, allora la procedura per connettere un impianto di produzione si riconduce all'iter ordinario. La richiesta di connessione mediante l’iter normale può prevedere eventuali corrispettivi economici da versare al gestore di rete; tali cifre sussistono nel caso di aumento della potenza in prelievo e/o di quella in immissione della linea esistente; anche per nuove connessioni (nuove utenze ovvero per linee da realizzare) sono previsti ovviamente tali corrispettivi.

Di seguito proveremo a spiegare proprio tali costi, vedremo ad esempio da cosa essi dipendono e le direttive AEEGSI di riferimento che li stabiliscono.

Alla fine dell’articolo è presente un file di foglio di calcolo con cui è possibile calcolare orientativamente i corrispettivi di connessione da versare al gestore di rete.

I citati oneri da versare al gestore di rete sono previsti anche nel caso in cui non si intenda realizzare un impianto di produzione ma si decida solamente di aumentare la potenza in prelievo di un’utenza elettrica preesistente. Tali corrispettivi sono previsti pure per nuovi allacci elettrici sempre senza abbinamento di un impianto di produzione ovvero se si richiede al gestore di rete una sola connessione in prelievo.

I corrispettivi ovvero le condizioni economiche legate all’adeguamento di un’utenza elettrica o alla sua realizzazione ex-novo per ciò che concerne la potenza prelevata per le nostre utenze sono stabiliti e regolati dal TIC (TESTO INTEGRATO DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE PER L’EROGAZIONE DEL SERVIZIO DI CONNESSIONE ovvero la deliberazione dell’AEEGSI 654/2015/R/ EEL e s. m. e i.).

Il TICA (TESTO INTEGRATO DELLE CONNESSIONI ATTIVE ovvero la deliberazione dell’AEEGSI ARG/elt 99/08 e s. m. e i.) regola invece, tra l’altro, le condizioni economiche legate alla potenza massima in immissione nella rete elettrica nazionale (se si intende quindi realizzare e connettere un impianto di produzione ad esempio fotovoltaico).

In altri termini gli oneri di aumento potenza di una linea esistente o da realizzare sono formati da due componenti (regolate da due direttive AEEGSI): corrispettivo per connessione in prelievo e corrispettivo per connessione in immissione (quest’ultimo solo se si intende realizzare un impianto di produzione di energia elettrica in cui l’energia prodotta in esubero - ovvero non utilizzata per le nostre utenze - venga immessa nella rete elettrica nazionale).

Precisiamo subito che i costi di connessione qui trattati si riferiscono ad oneri una tantum legati alla sola realizzazione o adeguamento tecnico delle linee elettriche afferenti alla nostra utenza e non comprendono eventuali costi mensili fissi in bolletta e/o maggiorazioni del prezzo €/kWh dell’energia prelevata; questi ultimi due costi probabilmente comunque sussisteranno e dipenderanno dalle condizioni contrattuali specifiche dell’utenza elettrica stessa.

 

COSTI PER CONNESSIONI IN PRELIEVO
La richiesta di aumento della potenza in prelievo della propria utenza (in generale di adeguamento dell’utenza) va inoltrata all’impresa distributrice (gestore di rete) di competenza nella zona ove è ubicata l’utenza stessa. Nella richiesta occorre precisare tra l’altro, oltre alla potenza richiesta, anche la tensione di alimentazione (ad esempio se bassa o media tensione) e l’ubicazione del punto di prelievo o di interconnessione (cioè dove è collocata fisicamente l’utenza esistente o da realizzare). Le connessioni permanenti per potenze richieste fino a 100 kW vengono effettuate con consegna in bassa tensione, salvo esplicita e motivata diversa necessità del richiedente.

Il gestore di rete rende disponibile al richiedente un’offerta (preventivo) per l’erogazione del servizio richiesto.

Per le richieste di esecuzione di lavori semplici sulla rete in bassa tensione per i quali il venditore (fornitore di energia elettrica ovvero la società che emette le bollette) sia in grado di predeterminare direttamente l’importo a carico del cliente finale (richiedente), non si applicano i costi che descriveremo di seguito ma la procedura descritta dall’articolo 83 del TIQE 2016-2023. Tale iter prevede tra l’altro il pagamento per l’aumento della connessione in prelievo generalmente direttamente con la bolletta elettrica. Ciò vale solo nel caso in cui ad esempio sia richiesto un incremento esiguo della potenza in prelievo senza domanda di aumento anche della potenza in immissione; inoltre tale casistica deve prevedere pure che le condizioni tecniche della linea possano permettere aumenti di potenza senza interventi tecnici da parte del gestore di rete sulla linea stessa.

I corrispettivi per le connessioni in prelievo oltre a quote fisse per oneri amministrativi sono dipendenti dall’entità dell’aumento di potenza - o della richiesta di potenza per nuove connessioni – (quota potenza) e dalla distanza fra la localizzazione della nostra utenza e la cabina elettrica del gestore di rete più vicina all’utenza stessa (quota distanza). Per connessioni in bassa tensione si tratta delle cabine di trasformazione MT/bt (Media/bassa tensione) del gestore mentre per connessioni in media tensione vanno prese in considerazione le cabine AT/MT (Alta/Media tensione) del gestore. La distanza ai fini del calcolo del contributo di connessione è rilevata su planimetrie predisposte dal gestore di rete che contengono l’ubicazione delle cabine di riferimento. La distanza è misurata in linea retta isometrica dal baricentro della cabina di riferimento fino al punto di prelievo dell’energia elettrica (la localizzazione della nostra utenza).

L’ammontare del corrispettivo richiesto è calcolato applicando i contributi riportati nella Tabella 1 per connessioni in bassa tensione e quelli indicati in Tabella 3 per connessioni in media tensione. Nel caso di richieste di aumento della potenza in prelievo già disponibile e per connessioni in Media Tensione, è addebitata solo la componente della quota potenza e considerando la sola parte di potenza disponibile aggiuntiva rispetto a quella preesistente. Il calcolo della quota potenza nel caso di aumento della potenza in prelievo va effettuato in generale (sia in bassa che media tensione) considerando il conteggio del solo aumento di potenza; ad esempio se la nostra utenza di casa ha una potenza massima contrattuale di 3,3 kW e decidiamo di aumentarla a 5,3 kW allora il valore di potenza da considerare per i conteggi della quota potenza della Tabella 1 è (5,3 - 3,3) = 2 kW.

In relazione a ciascuna nuova connessione o richiesta di aumento di potenza, qualora non sia prevista l’applicazione di contributi commisurati alla spesa relativa, è inoltre applicato un ulteriore contributo fisso, a copertura degli oneri amministrativi, fissato nella Tabella 2.

 

Il contributo di connessione nel caso in cui la richiesta riguardi un’utenza alimentata in bassa tensione per il quale l’aumento di potenza in prelievo comporti anche il passaggio alla alimentazione in media tensione, è pari alla componente in quota fissa di cui alla Tabella 4 e alla componente in quota potenza di cui alla Tabella 3 sempre in riferimento alla sola potenza aggiuntiva rispetto alla precedente già disponibile. E’ inoltre applicato il contributo fisso a copertura degli oneri amministrativi della Tabella 2.

E’ possibile anche richiedere la riduzione della potenza disponibile in prelievo di un’utenza elettrica preesistente. Tale domanda comporta l’applicazione del contributo fisso a copertura degli oneri amministrativi di cui alla Tabella 2. In caso di successive richieste di incremento della potenza in prelievo, i corrispettivi regolati dalla Tabella 1 e dalla Tabella 2 si applicano anche in relazione alla quota di potenza eventualmente oggetto di precedente rinuncia.

 

COSTI PER CONNESSIONI IN IMMISSIONE
Il corrispettivo per la connessione di impianti alimentati da fonti rinnovabili ovvero per la richiesta di variazione potenza in immissione massima dell’utenza elettrica è dato dal minor valore fra le seguenti relazioni:

dove:

CPA = 35 €/kW

CMA= 90 €/(kW . km)

CPB = 4 €/kW

CMB = 7,5 €/(kW . km)

P = potenza ai fini della connessione di cui al comma 1.1, lettera z) del TICA, espressa in kW; è il massimo valore fra zero e la differenza fra la potenza in immissione richiesta e la potenza già disponibile per la connessione;
la potenza in immissione richiesta: è il valore della potenza in immissione complessivamente disponibile dopo gli interventi da effettuare senza che l’utente sia disconnesso (kW);
la potenza già disponibile per la connessione è il valore massimo fra la potenza già disponibile in prelievo e la potenza già disponibile in immissione;

DA = distanza in linea d’aria tra il punto di connessione e la più vicina cabina di trasformazione media/bassa tensione del gestore di rete in servizio da almeno 5 (cinque) anni, espressa in km con due cifre decimali;

DB = distanza in linea d’aria tra il punto di connessione e la più vicina stazione di trasformazione alta/media tensione del gestore di rete in servizio da almeno 5 (cinque) anni, espressa in km con due cifre decimali.

 

Nei casi di nuova connessione in cavo interrato, i predetti corrispettivi CM vanno moltiplicati per 2.


Nei casi di nuova connessione, qualora la linea sia in parte in cavo interrato e in parte in linea aerea, il corrispettivo per la connessione, espresso in euro, è pari a:

 


 

dove, oltre ai termini già definiti precedentemente:

Dcavo=lunghezza reale della linea di connessione realizzata in cavo interrato;

Daereo=lunghezza reale della linea aerea di connessione;

Dtotale = lunghezza reale della linea di connessione, pari alla somma di Dcavo e di Daereo .

Nei casi di adeguamento di una connessione esistente, qualora la linea sia in parte in cavo interrato e in parte in linea aerea, il corrispettivo per la connessione, espresso in euro, è pari a quello appena espresso ad eccezione del fatto che i corrispettivi CM non vengono moltiplicati per 2.

Nei casi di richieste di connessione di impianti di produzione che non siano raggiungibili con strada percorribile da automezzi o che siano separati dagli impianti di distribuzione esistenti da tratti di mare, di lago o laguna, e per cui occorre realizzare una nuova connessione, i corrispettivi CM e CP sono moltiplicati per 3.

Per ulteriori dettagli, approfondimenti e precisazioni rimandiamo i lettori alle suddette due deliberazioni dell’AEEGSI.

 

NOVITA’ DELIBERA ARERA 782/2016/R/eel del 22 DICEMBRE 2016
La Delibera ha introdotto, tra l’altro, delle agevolazioni temporanee per tutte le richieste di variazione della potenza contrattualmente impegnata presentate tra il 1 aprile 2017 e il 31 marzo 2019 da clienti finali che hanno sottoscritto un contratto di fornitura relativo a punti di prelievo delle seguenti tipologie:

a) per utenze domestiche in bassa tensione, dove per tali si considerano i contratti riguardanti l’energia elettrica utilizzata per alimentare:

  1. le applicazioni in locali adibiti ad abitazioni a carattere familiare o collettivo, con esclusione di alberghi, scuole, collegi, convitti, ospedali, istituti penitenziari e strutture abitative similari;
  2. le applicazioni relative a servizi generali in edifici di al massimo due unità immobiliari, le applicazioni relative all'alimentazione di infrastrutture di ricarica private per veicoli elettrici, le applicazioni in locali annessi o pertinenti all'abitazione ed adibiti a studi, uffici, laboratori, gabinetti di consultazione, cantine o garage o a scopi agricoli, purché l’utilizzo sia effettuato con unico punto di prelievo, per l’abitazione e i locali annessi, e la potenza disponibile non superi 15 kW.

Le agevolazioni per le richieste di aumento di potenza consistono nell'assenza di applicazione del contributo in quota fissa a copertura degli oneri amministrativi, fissato nella precedente Tabella 2 e, qualora il livello di potenza impegnata conseguente all'incremento non sia superiore a 6 kW, il contributo in quota potenza di cui alla Tabella 1 viene addebitato nella misura ridotta di cui alla Tabella 1bis riportata di seguito:

Infine, con l’entrata in vigore della riforma delle tariffe elettriche ci sarà una maggiore possibilità di scelta dei livelli di potenza in prelievo della propria fornitura nel caso si volessero variare rispetto agli attuali.
E’ stata infatti fissata una gradualità più fitta delle potenze in prelievo rispetto a quanto previsto finora; ciò permetterà agli utenti di individuare il livello che più si addice alle proprie necessità.
Dal 1° gennaio 2017, si può chiedere perciò di aumentare o diminuire la potenza contrattualmente impegnata:

  • di 0,5 kW, fino a 6 kW;
  • di 1 kW, oltre 6 kW e fino a 10 kW;
  • di 5 kW oltre 10 kW e fino a 30 kW.

Di fatto le potenze che è possibile richiedere sono perciò le seguenti:


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Il foglio di calcolo è concepito in modo che restituisca i costi il più possibile attinenti a quelli reali anche se tendenzialmente “in eccesso” ovvero in modo da non avere “sorprese” dopo la ricezione del preventivo da parte del gestore di rete. Nel caso di adeguamenti di connessioni in bassa tensione ad esempio, nell’ipotesi di potenza preesistente dei classici 3,3 kW massimi in prelievo, il gestore di rete può anche decidere (in base a determinate condizioni tecniche) di addebitare al richiedente solo alcune componenti economiche che formano gli oneri legati all’aumento di potenza in prelievo.
 

 

 

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Molti utenti che si avvicinano per la prima volta al mondo delle rinnovabili ed in particolare a quello legato all’energia elettrica, hanno concetti poco chiari sulle definizioni esatte di “potenza elettrica” ed “energia elettrica”. Per evitare di confondersi è bene dunque precisare una differenza importante fra le grandezze potenza ed energia, cercheremo di ...

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