Esempio di Investimento FV Domestico

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Dopo aver esposto i vantaggi ovvero i rientri economici di un impianto fotovoltaico domestico nell’articolo Fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene ancora? riportiamo adesso le stesse valutazioni economiche introducendo però ulteriori elementi e considerazioni tali da completare e rendere più reale il flusso di cassa economico finale. ...

Differentemente dalla trattazione dell’articolo Fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene ancora? legata ad un esempio di impianto fotovoltaico di 3,90 kWp, introduciamo qui dei concetti che completano e rendono più reale l’analisi dei flussi economici che si determinano dopo la decisione di realizzare un sistema fotovoltaico per la propria abitazione. I parametri che qui introduciamo sono:

Nonostante l’aggiunta di tali ulteriori variabili, vedremo tutto sommato che le considerazioni a cui siamo giunti si discosteranno in minima parte dai risultati delle analisi qui presenti.
Iniziamo con l’esempio della nostra casa con impianto FV di taglia 3,90 kWp riprendendo esattamente tutti i dati già elencati mostrati nell’articolo Fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene ancora? e che qui riportiamo di nuovo in modo riepilogativo come segue.

Le 3 tabelle delle figure successive elencano in dettaglio gli andamenti economici dell’installazione fotovoltaica analizzandola da un punto di vista di vera e propria iniziativa d’investimento. Seguono quindi le seguenti tabelle:

Le tabelle e i grafici successivi mostrano gli andamenti economici già descritti nell’articolo Fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene ancora? includenti però anche il tasso d’inflazione annuale che incide tra l’altro sui ricavi in genere, sui costi di manutenzione, sul prezzo dell’energia elettrica in prelievo. Il parametro del tasso di degradazione simula l’invecchiamento durante gli anni dell’impianto fotovoltaico (dei pannelli in particolare).

Tutti i moduli fotovoltaici venduti in Europa sono soggetti ad una normativa che obbliga i fabbricanti a rigorosi ed altamente qualificati criteri realizzativi; ogni pannello acquistato all’interno della Comunità Europea è infatti dotato tra l’altro di una garanzia obbligatoria inerente la sua produzione elettrica, o meglio il suo rendimento garantendo che dopo 20 anni di funzionamento questo debba ridursi al massimo del 20% rispetto a quello nominale o di targa.

Infine si sono considerati dei costi di manutenzione dell’impianto che includano sia un controllo dei componenti elettrici, sia un minimo di pulizia periodica dei pannelli, sia eventuali interventi per malfunzionamenti elettrici. I tempi di rientro in tal caso sono leggermente dilatati rispetto a quelli visti nell’esempio semplificato precedente, tuttavia i tassi di rendimento dell’iniziativa risultano ancora più che competitivi rispetto a qualsiasi altra forma alternativa di investimento.

--> cliccare qui o sulle tabelle e grafici per visualizzarne/scaricarne un pdf a maggior risoluzione <--

 

 

 

 

 

 

 

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