Decreto FER 2018: tornano gli incentivi anche al fotovoltaico

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NUOVO AGGIORNAMENTO 23 GENNAIO 2019
Il decreto FER è stato inviato alla Commissione Europea per l’approvazione.
La bozza definitiva di decreto inviata a Bruxelles, circolata in rete a partire dal 23 gennaio 2019, ha introdotto di nuovo importanti e positive modifiche.
L’articolo di seguito, risalente e aggiornato a dicembre 2018, è stato nuovamente rivisto e variato in funzione delle ultime modifiche intervenute al Decreto FER.

Sempre rimanendo nell’ambito di interesse degli impianti fotovoltaici di potenza minore o uguale a 1 MW di potenza, la bozza del 23 gennaio 2019 del Decreto FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) introduce le seguenti novità rispetto alla precedente versione di novembre 2018:

    • nuovo PREMIO sull’energia autoconsumata pari a 0,010 €/kWh dedicato agli impianti fino a 100 kWp di potenza realizzati su edifici (la tariffa è compatibile con l’eventuale bonus per smaltimento amianto di 0,012 €/kWh su tutta l’energia prodotta);
    • aumento della potenza degli impianti che possono richiedere direttamente al GSE la tariffa onnicomprensiva To da “non superiore a 100 kWp” a “non superiore a 250 kWp”; ricordiamo che richiedere il ritiro dell’energia immessa al GSE permette di non dover ricorrere al mercato elettrico dell’energia (ad esempio coi contratti bilaterali);
    • il termine per l’applicazione automatica, per la prima volta, della riduzione dell’1% all’anno della tariffa base fino a entrata in esercizio dell’impianto, passa da 12 a 15 mesi dalla data di comunicazione di esito positivo delle procedure di registro;
    • nella definizione del gruppo A-2 (installazione fotovoltaico su edifici in sostituzione di coperture in eternit o amianto) inclusione, insieme agli edifici anche dei fabbricati rurali;
    • per impianti nella titolarità di Pubbliche Amministrazioni i termini massimi per l’entrata in esercizio dopo pubblicazione in posizione utile sui registri sono incrementati di 6 mesi;
    • la riduzione del 5% delle tariffe base si applica non più dal 1 gennaio 2020 ma dal 1 gennaio 2021;
    • precisazioni sulla definizione di aggregato di impianti: ricordando che l’aggregato è un insieme costituito da più impianti, localizzato sull’intero territorio nazionale, appartenenti al medesimo gruppo (A oppure A-2), di potenza unitaria non inferiore a 20 kW, con potenza complessiva dell’aggregato uguale o inferiore a 1 MW, esso partecipa come un unico impianto alle procedure di registro, sulla base della potenza complessiva dell’aggregato, offrendo una unica riduzione percentuale della tariffa di riferimento; in fase di ammissione agli incentivi, ciascun impianto, facente parte dell’aggregato e risultato in posizione utile nella relativa graduatoria, presenta autonoma istanza al GSE; per gli aggregati non valgono le norme contro gli artati frazionamenti della potenza degli impianti e ciò è scontato dal momento che essi partecipano ai registri come somma delle loro potenze dunque non beneficerebbero per definizione dei vantaggi scaturenti da suddivisione di potenze; ulteriore precisazione che per gli aggregati: in riferimento al criterio di priorità nella formazione della graduatoria del registro che contempla il minor valore della tariffa spettante, calcolata tenendo conto dalla riduzione percentuale offerta, si utilizza il valore massimo risultante dall’applicazione della riduzione percentuale a ciascun impianto;
    • ai fini delle definizioni atte ad evitare gli artati frazionamenti della potenza degli impianti si precisa che farà fede lo stato identificativo delle particelle catastali alla data del 1 gennaio 2018;
    • possibilità di accesso ai registri anche per la taglia di impianto pari a 1 MW esatto;
    • precisato che i titoli abilitativi alla costruzione e all’esercizio dell’impianto sono quelli di cui all’articolo 4 del decreto legislativo n. 28 del 2011;
    • fra i criteri di priorità del gruppo A introduzione dei lotti di discarica e delle cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento estrattivo;
    • fra i criteri di priorità del gruppo A-2 esclusione degli “altri edifici aperti al pubblico”;
    • precisazione che gli eventuali oneri generati dal decreto FER saranno posti a carico delle tariffe elettriche;
    • riduzione della tariffa base per gli impianti fotovoltaici fra 20 e 100 kWp da 0,110 a 0,105 €/kWh;
    • nella definizione della tariffa onnicomprensiva e dell’incentivo Inuovo è stata rimossa la somma con la variabile “Pr” relativa ai premi; ciò effettivamente era fuorviante e scorretto dal momento che la tariffa onnicomprensiva e l’incentivo Inuovo vengono applicati all’energia immessa in rete mentre i due Bonus o Premi introdotti interessano in un caso tutta l’energia prodotta (il bonus smaltimento amianto) nell’altro tutta l’energia autoconsumata (il bonus per impianti su edifici fino a 100 kWp di potenza).

AGGIORNAMENTO DICEMBRE 2018
L'uscita del decreto FER 2018 è attesa a breve: si ipotizza che a fine anno, o immediato inizio del prossimo, il Decreto sarà finalmente emanato e pubblicato in Gazzetta.
Nell’attesa, riportiamo le ultime modifiche intervenute e presenti nella bozza più recente del decreto che è circolata nei primi giorni di novembre 2018. L’articolo di seguito, risalente e aggiornato al 6 settembre 2018, è stato ulteriormente rivisto e variato in funzione delle ultime modifiche intervenute al Decreto FER 2018.

Inerentemente il fotovoltaico minore o uguale ad 1 MW di potenza, la bozza del Decreto FER 2018 (Fonti Energetiche Rinnovabili) del 9 novembre 2018 introduce le seguenti novità rispetto alla precedente versione del 6 settembre 2018:

      • tariffa bonus AMIANTO di 0,012 €/kWh erogata non solo per l’energia immessa in rete (come nella bozza precedente) ma per l’intero quantitativo prodotto dall’impianto fotovoltaico (allo stesso modo dei vecchi conti energia dal secondo al quarto);
      • introduzione di un’ulteriore procedura ovvero di una nuova data di calendario per l’apertura di iscrizione ai registri: dal 31 maggio 2021 al 30 giugno 2021;
      • introduzione delle CAUZIONI per impianti al di sopra di 100 kWp: c’è una cauzione provvisoria di 9 euro per ogni kWp installato da versare all’atto dell’iscrizione al registro e una cauzione definitiva di 18 €/kWp da versare se si risulta ammessi agli incentivi; le cauzioni vengono restituite dopo l’entrata in esercizio dell’impianto;
      • modifica della potenza complessiva di ricarica minima delle colonnine di ricarica auto elettriche dal precedente 30% al 15%; la realizzazione di impianti fotovoltaici al servizio di colonnine ricarica auto elettriche (proprio come la nostra pensilina fotovoltaica dotata di stazione di ricarica auto elettriche, clicca qui per saperne di più) ricordiamo che rappresenta uno fra i criteri di miglior piazzamento nelle graduatorie del registro;
      • gli impianti per la cui realizzazione sono impiegati componenti rigenerati, hanno una tariffa di riferimento (Tb) ridotta del 20%;
      • variazione del meccanismo di riallocazione della potenza non aggiudicata in uno specifico bando (o procedura);
      • si sono definite e meglio chiarite le definizioni di discarica introducendo, tra l’altro i termini di discariche chiuse e ripristinate e lotti di discariche chiusi e ripristinati;
      • introduzione dei termini massimi, dalla data di pubblicazione in Gazzetta del Decreto, entro cui il GSE dovrà emanare le REGOLE APPLICATIVE al DECRETO FER 2018 (entro 15 gg);
      • esclusione dai meccanismi di incentivazione dei progetti e degli impianti per i quali il GSE abbia svolto o si sia impegnato a svolgere attività di supporto anche in termini di analisi di impatti ambientali e socio-economici, fatti salvi i progetti e gli impianti di pubbliche amministrazioni.

Questo nostro articolo, pubblicato per la prima volta ad aprile 2018, riveduto successivamente a settembre 2018 nonché a dicembre 2018, è stato ulteriormente modificato ed aggiornato in base alla bozza del decreto circolante dal 23 gennaio 2019 disponibile integralmente al seguente link.

Al termine dell’articolo Bitt regala inoltre ai propri lettori un utile foglio di calcolo per calcolare facilmente la tariffa incentivante spettante in base alle regole introdotte nel decreto FER nella nuova versione del 23 gennaio 2019 (anche il precedente foglio di calcolo è stato dunque aggiornato e modificato).

Fra le novità del decreto FER c’è quella dell’inclusione del fotovoltaico fra le fonti di energia incentivabili.
Gli impianti fotovoltaici, infatti, erano stati sempre esclusi nei precedenti decreti FER degli anni scorsi e l’ultima incentivazione fotovoltaica risale al cosiddetto Quinto Conto Energia terminato nell’ormai lontano luglio 2013.

In questo articolo ci soffermeremo a descrivere e chiarire in sintesi alcuni dei punti più importanti contenuti nel nuovo decreto FER nella versione del 23 gennaio 2019, in vista di imminente approvazione; nel seguito rappresenteremo i meccanismi dedicati alla richiesta di incentivazione per impianti fotovoltaici inferiori o uguali ad 1 MW (1 mega Watt) di potenza.  

 

AMBITO DI APPLICAZIONE

Il Decreto incentiva diverse fonti energetiche tra le quali, le più importanti risultano quella eolica e fotovoltaica (appartenenti al cosiddetto gruppo A).
Citiamo non a caso tali due fonti perché, come si vedrà, l’accesso agli incentivi sarà soggetto ad iscrizione ad un registro in cui le richieste di incentivo di impianti eolici e fotovoltaici condivideranno la stessa graduatoria ovvero le stesse risorse limitate in potenza in kW. In altri termini si assegneranno gli incentivi alle richieste a registro che risulteranno fra le prime posizioni della graduatoria e via via a scendere fino al termine delle risorse stesse; le valutazioni sui limiti di potenza saranno considerate separatamente per ciascuno dei gruppi che identificano le varie tipologie di fonti rinnovabili. Il gruppo A, come detto racchiude fotovoltaico ed eolico mentre il gruppo A-2 contempla il solo fotovoltaico in sostituzione di coperture in amianto; esiste anche il gruppo B e quello C dedicati ad altre fonti e a diversi interventi.

Gli impianti fotovoltaici incentivabili sono quelli con una taglia in potenza almeno superiore a 20 kWp.

 

PERIODO DI INCENTIVAZIONE

Il Decreto si riferisce al periodo 2019-2021; nello specifico l’accettazione delle richieste di incentivo cesserà al raggiungimento della prima fra le seguenti due date:

      • 30 giugno 2021 (data di chiusura dell’ultima apertura d’iscrizione al registro);
      • data di raggiungimento di un costo indicativo annuo medio degli incentivi di 5,8 miliardi di euro l'anno, calcolato secondo determinate modalità stabilite dal Decreto considerando anche i costi dell'energia da impianti fotovoltaici incentivati dal Decreto stesso; il raggiungimento di tale data è comunicato, con delibera, dall'ARERA, sulla base degli elementi forniti dal GSE.

 

DURATA E CONGELAMENTO DELL'INCENTIVAZIONE

Il periodo di diritto agli incentivi è fissato in 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto; gli eventi calamitosi o eccezionali, definiti e stabiliti dallo Stato, sospendono ovvero congelano l’incentivazione fino al ripresentarsi di condizioni ordinarie.
L’incentivo è sospeso ovvero congelato anche nelle ore in cui si registrano prezzi zonali orari pari a zero, per un periodo superiore a 6 ore consecutive. Il periodo di diritto ai meccanismi incentivanti è conseguentemente calcolato al netto delle ore totali in cui si è registrata tale sospensione. La stessa disposizione si riferisce al caso in cui si registrino prezzi negativi, quando saranno introdotti nel regolamento del mercato elettrico italiano.
L’incentivo non è riconosciuto anche nel periodo temporale pari a quello intercorrente fra la data di entrata in esercizio dell’impianto e la data della presentazione della documentazione al GSE nel solo caso in cui tale domanda sia stata inoltrata dopo 30 giorni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto stesso.

 

DEFINIZIONI, PRODUZIONE LORDA E NETTA

Per gli impianti fotovoltaici la bozza del Decreto fissa, tra l'altro, le stesse definizioni del DM 23 giugno 2016. Fra le definizioni vanno ricordate quelle inerenti la produzione netta e quella lorda di un impianto fotovoltaico in quanto ciò influisce sul valore effettivo dell’incentivo che, rispetto a quello presente sul testo del Decreto FER 2018, va diminuito di una certa percentuale. Nello specifico la riduzione è pari all'1% per impianti su edifici. La tabella coi valori dell’incentivo che seguirà in questo nostro articolo, terrà conto della riduzione dell’1% ovvero si riferirà ad impianti fotovoltaici su edifici.

Altre definizioni importanti riguardano quelle di impianto su edificio, impianto a terra nonché quelle di serra, pergola, tettoia, pensilina; le descrizioni sono ormai note a chi in passato ha avuto a che fare con le richieste di incentivazione ai sensi dei Conti Energia; per coloro che volessero approfondire o ricordare rimandiamo alla lettura dell’articolo 2 del Quinto Conto Energia.

 

REGISTRI PER TUTTI, CONDIZIONI OBBLIGATORIE PER L'ISCRIZIONE

Si accede ai meccanismi incentivanti previa obbligatoria iscrizione, per tutti, in appositi registri nei limiti di specifici contingenti di potenza. Sono ammesse solo richieste inerenti impianti fotovoltaici di nuova costruzione.

Gli impianti hanno accesso agli incentivi a condizione che i relativi lavori di realizzazione risultino, dalla comunicazione di inizio lavori trasmessa all'amministrazione competente, avviati dopo l'inserimento in posizione utile nelle graduatorie. In altri termini non si potranno iscrivere impianti i cui lavori siano già iniziati al momento dell’apertura iscrizione ai registri.

Per l’iscrizione al registro sono richiesti inoltre i titoli abilitativi alla costruzione e all'esercizio dell'impianto di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n.28 del 2011, ivi inclusi i titoli concessori, ove previsti, ed il preventivo di connessione alla rete elettrica che dovrà essere stato accettato in via definitiva (con l’inclusione dei relativi oneri di accettazione).

Gli impianti a terra ubicati in aree agricole NON sono incentivati; il Decreto definisce "impianto fotovoltaico con moduli collocati a terra" un impianto per il quale i moduli non sono fisicamente installati su edifici, serre, barriere acustiche o fabbricati rurali, né su pergole, tettoie e pensiline.

Gli incentivi del Decreto FER 2018 sono ALTERNATIVI all'accesso ai meccanismi dello Scambio Sul Posto e del Ritiro Dedicato.

 

CAUZIONI FIDEIUSSORIE (P > 100 KW)

Per potenze superiori a 100 kW è previsto il versamento di una CAUZIONE fideiussoria provvisoria per l’iscrizione al registro di 9 €/kW di potenza nonché di una cauzione definitiva da prestare in caso di classificazione utile a registro pari a 18 €/kW.
Se non si entra in graduatoria la cauzione provvisoria viene restituita in 15 giorni dalla pubblicazione del registro.
Se si entra in posizione utile, entro 90 gg dalla pubblicazione del registro, occorre versare la cauzione definitiva ed entro 15 gg dal versamento della definitiva, quella provvisoria viene restituita. Nel caso non si versi per tempo la cauzione definitiva si perdono sia la cauzione provvisoria che l’iscrizione utile in graduatoria a registro.
La cauzione definitiva viene restituita entro un mese dalla data di entrata in esercizio dell'impianto. Coloro che rientrano in classifica ma poi rinunciano a realizzare l’impianto o non lo realizzano entro 25 mesi (30 mesi nel caso di smaltimento amianto) dalla data di pubblicazione della specifica graduatoria, perdono la cauzione definitiva; si ottiene la restituzione del 70% della cauzione definitiva se la comunicazione di rinuncia avviene entro 6 mesi dalla pubblicazione della graduatoria mentre si recupera il 50% se la comunicazione avviene fra 6 e 12 mesi.

Nello specifico, in fase di richiesta di accesso al registro, i soggetti richiedenti trasmettono al GSE:
a) la cauzione provvisoria, con durata non inferiore al 120° giorno successivo alla data di comunicazione di esito della procedura, a garanzia della qualità del progetto;
b) l'impegno a prestare la cauzione definitiva a garanzia della realizzazione degli impianti e a trasmettere la medesima cauzione entro 90 giorni dalla pubblicazione con esito positivo della graduatoria.

La cauzione definitiva deve essere prestata sotto forma di fideiussione.

La cauzione, che deve essere di durata annuale automaticamente rinnovabile, è costituita a favore del GSE a titolo di penale in caso di mancato rispetto dei termini per l'entrata in esercizio dell'impianto medesimo e restituita entro un mese dalla data di entrata in esercizio dell'impianto. La cauzione così prestata deve essere incondizionata ed a prima richiesta e deve espressamente contenere la rinuncia del beneficio alla preventiva escussione del debitore principale e il pagamento entro trenta giorni a semplice richiesta del GSE.
La cauzione definitiva è svincolata alla data di stipula del contratto di diritto privato con il GSE.

 

PERIODI DI APERTURA ISCRIZIONE AI REGISTRI

Il GSE pubblicherà più bandi relativi alle procedure di iscrizione a registro ovvero ci saranno diverse procedure nel corso di determinati periodi e ciascuna procedura avrà uno specifico limite di contingenza di potenza a cui si potrà beneficiare.
La potenza disponibile varierà per ogni procedura e l’eventuale potenza non aggiudicata in un bando si sommerà a quella prevista nel bando successivo e così via.

 

MECCANISMI DI RIALLOCAZIONE DELLA POTENZA NELLE PROCEDURE

Il GSE nell'ambito delle procedure di registro applica, nell'ordine, i seguenti meccanismi di riallocazione della potenza.
1. Per gli impianti a registro, qualora le richieste valide di uno dei gruppi A e B siano inferiori al contingente e, contestualmente le richieste valide di iscrizione dell'altro gruppo siano superiori al contingente, la potenza non utilizzata del primo gruppo è trasferita al contingente del secondo gruppo in modo da scorrerne la graduatoria.
2. A decorrere dalla seconda procedura, la potenza messa a disposizione in ogni gruppo è quella indicata nella tabella precedente, sommata a quella eventualmente non aggiudicata nella precedente procedura, tenendo conto della previa applicazione del meccanismo di cui al punto 1 precedente.

 

DOCUMENTAZIONE DA TRASMETTERE AL GSE AI FINI DELL'ISCRIZIONE ALLE PROCEDURE

Le richieste, presentate e redatte in forma di dichiarazione sostitutiva (ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR n. 445 del 2000) saranno composte da una serie di documenti atti a comprovare il possesso:

      • dei requisiti minimi necessari all'iscrizione ai registri;
      • delle eventuali caratteristiche indispensabili ai fini dell’applicazione dei criteri di priorità nella formazione della graduatoria.

 

TARIFFE INCENTIVANTI E DECURTAZIONI VOLONTARIE

L’incentivo è fisso per 20 anni e si applica alla sola energia prodotta immessa in rete quindi la parte di produzione fotovoltaica sottratta della quota direttamente autoconsumata. Non si incentiva perciò (come in quasi tutti i vecchi conti energia) l’intera energia prodotta dall'impianto, un’eccezione è rappresentata dal caso di smaltimento amianto come indicato in un paragrafo successivo di questo articolo nonché dal bonus dedicato a impianti fino a 100 kWp che riguarda l'energia autoconsumata.

La tariffa spetta agli impianti iscritti in posizione utile nelle procedure di registro.

Il valore dell’incentivo in euro/kWh è calcolato partendo dalla tariffa base di riferimento, decurtandola dell’eventuale valore percentuale di ribasso offerto dal produttore al momento dell’iscrizione al registro.
L’offerta al ribasso ha senso perché rappresenta un criterio migliorativo ai fini del piazzamento nelle prime posizioni del registro. La percentuale di ribasso (facoltativa) può essere fino ad un massimo del 30% della tariffa base. Offrire percentuali di ribasso alte è un modo per aumentare la probabilità di piazzamento utile nel registro.

 

TERMINE MASSIMO PER ENTRARE IN ESERCIZIO E ULTERIORI RIDUZIONI DELLE TARIFFE INCENTIVANTI

Si accede all'incentivo ottenuto da una procedura di iscrizione a registro solo se l’impianto entra in esercizio al massimo entro 25 mesi (o 30 mesi nel caso di smaltimento amianto) dalla data della specifica pubblicazione della graduatoria viceversa l’incentivo decade; gli impianti nella titolarità delle Pubbliche Amministrazioni hanno ulteriori 6 mesi in più per poter entrare in esercizio. Tali termini sono da considerare al netto dei tempi di fermo nella realizzazione dell'impianto e delle opere connesse, derivanti da eventi calamitosi che risultino attestati dall'autorità competente, e da altre cause di forza maggiore riscontrate dal GSE.

L’incentivo è inoltre ridotto in tutti i seguenti casi (quindi eventualmente cumulabili fra loro):

      • -1% ALL'ANNO PER ENTRATA IN ESERCIZIO DOPO 15 MESI DALLA PUBBLICAZIONE DEL REGISTRO
        Nel caso in cui l’impianto entri in esercizio dopo più di 15 MESI dalla positiva data di pubblicazione in graduatoria del registro, si applica OGNI ANNO una riduzione percentuale della tariffa pari all'1% di quella base; trascorsi altri 12 mesi dalla pubblicazione si applica dunque nuovamente una riduzione dell’1% e così via;
      • -0,5% AL MESE FINO AD ENTRATA IN ESERCIZIO SE ATTIVAZIONE IMPIANTO SUPERIORE A 19 MESI (O 24 MESI PER SOSTITUZIONE AMIANTO) DALLA PUBBLICAZIONE DEL REGISTRO
        Nel caso in cui l’impianto entri in esercizio dopo più di 19 MESI (O 24 MESI PER SOSTITUZIONE AMIANTO) dalla positiva data di pubblicazione in graduatoria del registro, si applica una decurtazione sulla tariffa pari allo 0,5% per ogni mese di ritardo. La riduzione viene applicata mensilmente nel limite massimo di 6 mesi di ritardo;
      • -5% PER IMPIANTI ENTRATI IN ESERCIZIO DOPO 25 MESI (O 30 MESI PER AMIANTO) REISCRITTI IN ALTRO REGISTRO (LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI HANNO ULTERIORI 6 MESI IN PIÙ)
        Gli impianti pubblicati in graduatoria utile che non entrano in esercizio entro 25 mesi (o 30 mesi per amianto) [LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI HANNO ULTERIORI 6 MESI IN PIÙ] ovvero quelli che decadono dal beneficio e che vengono poi successivamente riammessi con altra procedura ai meccanismi di incentivazione, subiscono una riduzione del 5% della tariffa base spettante applicabile alla data di entrata in esercizio dell'impianto.
        La riduzione del 5% NON viene applicata se per tali impianti entro 6 mesi dalla data di pubblicazione utile in graduatoria, il produttore comunica al GSE la rinuncia all'iscrizione al registro.
      • RIDUZIONE NEL CASO DI OTTENIMENTO DI CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE
        Il limite massimo di eventuale contributo in conto capitale compatibile con l’ottenimento dell’incentivo è pari al 40% del costo dell’investimento.
        Nel caso di ottenimento di tale contributo in conto capitale la tariffa incentivante base è ridotta di una percentuale “X” ottenibile dalla seguente formula: X(%)=(CC(%) × 26)/40; dove CC(%) è per l’appunto il contributo in conto capitale in termini percentuali sul costo dell’investimento.
        Ad esempio con un contributo in conto capitale del 20% la riduzione dell’incentivo base è del 13% ottenuto moltiplicando 20 per 26 e dividendo il risultato per 40;
      • TRASFERIMENTO A TERZI DI UN IMPIANTO ISCRITTO NEI REGISTRI
        Il trasferimento a terzi di un impianto iscritto nei registri prima della sua entrata in esercizio e della stipula del contratto di diritto privato con il GSE ai sensi dell'articolo 24, comma 2, lettera d), del decreto legislativo n. 28 del 2011, comporta la riduzione del 50% della tariffa base spettante.
      • -20% DI RIDUZIONE DELLA TARIFFA BASE DI RIFERIMENTO PER USO COMPONENTI RIGENERATI
        Gli impianti per la cui realizzazione sono impiegati componenti rigenerati, hanno una tariffa di riferimento (Tb) ridotta del 20%. Il Decreto definisce componente rigenerato un componente già utilizzato che a seguito di lavorazioni specifiche, se necessarie, viene riportato alle normali condizioni di operatività.

 

INCREMENTO INCENTIVO, PREMIO PER BONUS SMALTIMENTO AMIANTO

La versione di settembre 2018 del Decreto FER ha introdotto il nuovo gruppo A-2 che racchiude i soli impianti i cui moduli fotovoltaici sono installati in sostituzione di coperture di edifici o di fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell'eternit o dell'amianto.
La superficie dei moduli non può essere superiore a quella della copertura rimossa.
Gli impianti appartenenti al gruppo A-2 saranno in competizione nei registri in modo esclusivo senza condividere cioè le risorse di potenza massima incentivabile con altri impianti fotovoltaici, eolici o altre fonti; ciò aumenterà la possibilità di accesso agli incentivi ovvero di piazzamento utile in graduatoria.
Il gruppo A-2 ovvero chi effettua la rimozione dell’amianto e installa il fotovoltaico, ha diritto ad un premio pari a 0,012 €/kWh SU TUTTA L’ENERGIA PRODOTTA (non solo su quella immessa).
Per merito del BONUS AMIANTO ci sarà dunque un’incentivazione sull’energia di 1,20 centesimi di euro/kWh su tutta l'energia prodotta così come avveniva per i vecchi conti energia (dal secondo al quarto).
Il GSE renderà note le condizioni specifiche, anche relative alle corrette modalità di rimozione e smaltimento dell'eternit e dell'amianto, per accedere al premio.
Il premio non è cumulabile con altri incentivi pubblici aventi analoga finalità.
Chi smaltisce l’amianto avrà inoltre 5 mesi di tempo in più dalla pubblicazione della graduatoria per poter connettere l’impianto e non perdere gli incentivi.

 

INCREMENTO INCENTIVO, PREMIO PER AUTOCONSUMO AD IMPIANTI SU EDIFICI FINO A 100 kWp

La versione del 23 gennaio 2019 del Decreto FER-1 ha introdotto il nuovo BONUS che incide sull’energia autoconsumata pari a 0,0099 €/kWh (valore già decurtato dell’1% riferito all’autoconsumo netto); il Premio è dedicato agli impianti fino a 100 kWp di potenza realizzati su edifici (la tariffa è compatibile con l’eventuale bonus per smaltimento amianto di 0,012 €/kWh su tutta l’energia prodotta).

 

AGGREGATI

Alle procedure dei registri possono accedere anche aggregati costituiti da più impianti, situati sul suolo italiano, appartenenti al medesimo gruppo e di potenza unitaria non inferiore a 20 kW, purché la potenza complessiva dell'aggregato sia inferiore o uguale a 1 MW. Ai fini del decreto, rileva la potenza complessiva dell'aggregato.
Gli aggregati devono perciò essere formati da impianti TUTTI appartenenti al gruppo A (che racchiude fotovoltaico ed eolico) oppure TUTTI appartenenti al gruppo A-2 (che raggruppa i fotovoltaici con sostituzione di amianto).
L’eventuale motivazione a raggruppare le iscrizioni al registro in un’unica registrazione può derivare dal desiderio di un miglior piazzamento nelle classifiche dei registri dal momento che gli aggregati risultano per l’appunto uno dei criteri di formazione della graduatoria.
Gli aggregati partecipano come un unico impianto alle procedure di registro, sulla base della potenza complessiva dell’aggregato, offrendo una unica riduzione percentuale della tariffa di riferimento.
In fase di ammissione agli incentivi, ciascun impianto, facente parte dell’aggregato e risultato in posizione utile nella relativa graduatoria, presenta autonoma istanza al GSE.

 

CRITERI DI PRIORITA' PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE NEI REGISTRI

Il GSE forma e pubblica la graduatoria sul suo sito, secondo i seguenti criteri di priorità, da applicare in ordine gerarchico, a ciascuno dei gruppi, fino a saturazione della potenza assegnata allo specifico gruppo per quella procedura:

      • per il gruppo A: impianti realizzati su discariche chiuse e ripristinate, lotti di discariche chiusi e ripristinati, cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento estrattivo, nonché su aree, anche comprese nei siti di interesse nazionale, per le quali sia stata rilasciata la certificazione di avvenuta bonifica ai sensi dell'art. 242, comma 13, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ovvero per le quali risulti chiuso il procedimento di cui all'art. 242, comma 2, del medesimo decreto legislativo;
      • per il gruppo A2: impianti realizzati, nell'ordine, su scuole, ospedali, altri edifici pubblici;
      • per tutti i gruppi: impianti connessi in parallelo con la rete elettrica e con colonnine di ricarica di auto elettriche, a condizione che la potenza complessiva di ricarica sia non inferiore al 15% della potenza dell'impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza non inferiore a 15 kW;
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      • per tutti i gruppi: aggregati di impianti;
      • per tutti i gruppi: maggiore riduzione percentuale offerta sulla tariffa base di riferimento;
      • per tutti i gruppi: minor valore della tariffa spettante, calcolata tenendo conto dalla riduzione percentuale offerta; per gli aggregati, in riferimento a questo criterio di priorità, si utilizza il valore massimo risultante dall’applicazione della riduzione percentuale a ciascun impianto appartenente all’aggregato;
      • per tutti i gruppi: anteriorità della data di completamento della domanda di partecipazione alla procedura di iscrizione al registro.

Sono ammessi all'incentivazione gli impianti rientranti nelle graduatorie, nel limite dello specifico contingente di potenza. Nel caso in cui la disponibilità del contingente per I'ultimo impianto ammissibile sia minore dell'intera potenza dell'impianto è facoltà del soggetto accedere agli incentivi per la quota parte di potenza rientrante nel contingente ferma restando la possibilità di partecipare a successive procedure per la quota di potenza non rientrante nel contingente.

 

DETERMINAZIONE EFFETTIVA DEGLI INCENTIVI

La bozza del Decreto nell'Allegato 1 contiene, tra l’altro, un paragrafo che spiega come vengono calcolati effettivamente gli incentivi distinguendo fra impianti al di sotto o sopra i 250 kWp.

Gli impianti non superiori a 250 kWp possano optare o meno per la richiesta al GSE di quella che viene chiamata tariffa onnicomprensiva To e che, nel caso di scelta di quest’ultima, la tariffa sia determinata come

To = Tb

dove Tb, è la tariffa incentivante base sulla produzione netta immessa in rete.

Per impianti sopra 250 kWp e per quelli inferiori che non scelgono la tariffa omnicomprensiva, il GSE provvede alla determinazione dell'incentivo Inuovo applicando la seguente formula:

Inuovo = Tb - Pz

dove Tb è la tariffa incentivante base sulla produzione netta immessa in rete nonché, qualora l'impianto abbia partecipato con esito positivo a una procedura del registro, ridotta della percentuale aggiudicata nella medesima procedura (nel caso di offerte di decurtazioni); Pz è il prezzo zonale orario, della zona in cui è immessa in rete l'energia elettrica prodotta dall'impianto.
Nell'articolo 7 comma 7 la bozza afferma che qualora il valore di Inuovo sia positivo il GSE eroga gli importi dovuti mentre nel caso in cui il predetto valore risulti negativo, il GSE conguaglia o provvede a richiedere al soggetto responsabile la restituzione o corresponsione dei relativi importi.

 

INCENTIVO FER 2018: MERCATO ELETTRICO E CONTRATTI BILATERALI PER IMPIANTI SOPRA 250 kWp

Gli impianti non superiori a 250 kWp che non scelgono la citata tariffa onnicomprensiva o quelli sopra 250 kW che non possono usufruirne, non potendo accedere allo Scambio sul Posto o al Ritiro Dedicato, potranno vendere l’energia elettrica immessa in rete attraverso il mercato libero.
Per gli impianti fotovoltaici medio piccoli che decidono di voler accedere agli incentivi FER 2018 è la prima volta, dai passati conti energia, che nasce tale necessità.
L’opzione di vendita al mercato libero sarà di fatto una scelta obbligata per tutti coloro che non hanno un autoconsumo elevato e riversano nelle rete elettrica di distribuzione gran parte dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico.
Chi autoconsuma fino al 90-95% dell’energia prodotta potrebbe anche decidere di non stipulare alcun contratto sul mercato libero e accontentarsi dei benefici economici da risparmio energetico legato all’autoconsumo oltre che, per l’energia rimanente ceduta in rete, dell’incentivo FER; l’incentivo in tal caso sarà probabilmente piuttosto esiguo (vista la decurtazione del prezzo zonale orario Pz sulla tariffa base) ma anche l’energia ceduta in rete risulterà modesta in confronto a quella autoconsumata.
Viceversa, ai produttori con autoconsumo inferiore al 90-95% della produzione, converrà sommare all’incentivo FER per l’energia immessa, anche il valore di vendita dell’energia sul mercato libero. Tale scelta sarà in ogni caso consigliata anche a tutti coloro che non hanno autoconsumi costanti durante l’anno o, in generale, ai produttori che non hanno certezza di continuare ad avere alti livelli di autoconsumo per gli anni futuri.
La vendita attraverso il mercato libero può essere espletata in due differenti modi:

      • vendendo l’energia immessa in rete alla Borsa Elettrica (in sostanza il mercato elettrico organizzato dal GME - Gestore dei Mercati Energetici);
      • cedendola a un grossista mediante la cosiddetta contrattazione bilaterale stipulata sul cosiddetto mercato non regolamentato.

A causa dell’elevata complessità di gestione del mercato, la vendita diretta dell’energia in borsa è consigliabile solo ai produttori che possiedono grandi impianti fotovoltaici (superiori a 1-10 MW) e che cedono gran parte dell’energia prodotta. La Borsa Elettrica rappresenta un mercato regolamentato dell'energia elettrica che in Italia è gestito dal GME. Somiglia in grossa parte alle tradizionali borse finanziarie e in esso operano, oltre ai grandi produttori ed agli investitori, anche ad esempio il GSE, numerosi trader e grossisti.
Per tutti gli altri produttori è consigliabile optare per la vendita di energia attraverso i contratti bilaterali stipulati con determinati TRADER/GROSSISTI DI ENERGIA ELETTRICA i quali provvedono all’acquisto e remunerazione diretta dell’energia. Il prezzo di vendita e le quantità sono negoziate liberamente tra le parti contraenti cioè produttore e trader; questi ultimi provvedono poi a regolare con Terna tutti gli altri corrispettivi relativi al servizio di dispacciamento dell'energia. Tale tipo di vendita diretta è quella più raccomandata per piccoli e medi produttori in quanto molto più semplice rispetto al piazzamento sul Mercato Elettrico.
I contratti bilaterali sono sempre più frequenti ultimamente in quanto permettono ai trader (gli acquirenti) di spuntare dai produttori prezzi dell'elettricità più bassi rispetto a quelli sul mercato.

 

CUMULABILITA' DELL'INCENTIVO (SUPERAMMORTAMENTO AL 130%)

L’incentivo del Decreto FER 2018 non è cumulabile con altri incentivi pubblici comunque denominati fatte salve alcune casistiche che si invita ad approfondire viste le specificità.

In particolare un’eccezione riguarda gli altri incentivi pubblici non eccedenti il 40% del costo dell'investimento, nel caso di impianti di potenza fino a 200 kWp e quelli non eccedenti il 30%, nel caso di impianti di potenza elettrica fino a 1 MW. Tale eccezione contempla dunque il superammortamento al 130% nel caso permanga anche al 2019.

 

EMANAZIONE DA PARTE DEL GSE DELLE REGOLE APPLICATIVE AL DECRETO FER 2018

Entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto FER-1, il GSE dovrà pubblicare apposite procedure applicative, ivi incluso il regolamento operativo per le procedure di iscrizione al registro.

 

FRAZIONAMENTO DELLA POTENZA DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Nella bozza del decreto del 6 settembre 2018 (confermata in quella di novembre 2018) una novità poco visibile riguarda il rimando al DM 23 giugno 2016 in merito al concetto di frazionamento della potenza degli impianti chiarendo che più impianti alimentati dalla stessa fonte, nella disponibilità del medesimo produttore o riconducibili, a livello societario, a un unico produttore e localizzati nella medesima particella catastale o su particelle catastali contigue si intendono come unico impianto, di potenza cumulativa pari alla somma dei singoli impianti. La bozza di Decreto nella versione del 23 gennaio 2019 precisa che farà fede lo stato identificativo delle particelle catastali alla data del 1 gennaio 2018.
Il GSE verifica la sussistenza di elementi indicativi di un eventuale artificioso frazionamento della potenza degli impianti (che costituisce violazione del criterio dell'equa remunerazione degli investimenti secondo cui gli incentivi decrescono con l'aumentare delle dimensioni degli impianti).
In tale ambito, il GSE può valutare anche, come possibile elemento indicativo di un artato frazionamento, l'unicità del nodo di raccolta dell'energia prodotta da impianti riconducibili a un medesimo soggetto, identificando tale nodo con la stessa cabina o linea MT nel caso di connessioni in media tensione. Tali specificazioni eviteranno perciò, come spesso accedeva in passato, di frazionare in taglie più piccole un impianto fotovoltaico al fine di accedere, per ciascuna singola installazione, a tariffe e condizioni più vantaggiose.
NOTA: per gli aggregati non valgono le norme contro gli artati frazionamenti della potenza degli impianti e ciò è scontato dal momento che essi partecipano ai registri come somma delle loro potenze dunque non beneficerebbero per definizione dei vantaggi scaturenti da suddivisione di potenze.

 

Scarica qui la bozza del Decreto FER-1 versione del 23 gennaio 2019.

 

BITT ti regala il foglio di calcolo necessario a determinare facilmente la tariffa spettante risultante, in base alla taglia e ad altre caratteristiche dell’impianto fotovoltaico. SCARICALO A QUESTO LINK. Il file è stato aggiornato e modificato in base alla bozza del decreto FER-1 del 23 gennaio 2019.

 

 

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