Veicoli Elettrici e FV: Costi e Motivazioni per passare alla Mobilità Elettrica

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La diffusione su grande scala delle auto elettriche è ormai imminente, nessuno può negarlo. Eppure c’è ancora un ultimo ostacolo da superare non del tutto evidente, seppur banale, alla loro volata finale.

La crescita del mercato dei veicoli elettrici è associata, tra l’altro, alla diminuzione dei costi di tali autovetture, costi che, a loro volta, dipendono, in un circolo vizioso, proprio dall'espansione delle vendite degli stessi veicoli elettrici.

 

BATTERIE RICARICABILI DELLE AUTO

Il prezzo di un’auto ad energia elettrica è oggi perlopiù legato a quello delle sue batterie che incidono all'incirca per il 50-70 percento sul costo del veicolo finale.
Nuove scoperte scientifiche e tecnologie per l’accumulo di energia elettrica (o di energia in genere), oggigiorno vengono spesso annunciate e sbandierate; grandi aziende e multinazionali proclamano con enfasi le rivoluzionarie innovazioni possibili grazie ai loro studi. Ognuna delle nuove batterie ricaricabili annunciate diventa promessa di possibile risoluzione di tutti gli attuali problemi legati all'accumulo energetico: prezzo, tempi e capacità di ricarica, peso, ingombro...
Ad ogni modo, di fatto, tutte queste tecnologie ad oggi prendono vita solo nei laboratori, sono perciò ancora in fase di sviluppo e per affermarsi sul mercato richiederanno ancora alcuni anni. Quello che non è ben chiaro è quanti di questi anni dovremo ancora attendere: 5, 10, 20 anni? La riflessione dovrebbe poi includere (per chi ci crede) i tempi di attesa creati e dettati ad hoc dalle presunte lobby del petrolio che hanno interesse a trarre i massimi profitti dai loro giacimenti di fonti fossili per poter estrarre con guadagno fino all'ultima goccia di petrolio o frammento di carbone.

 

AUTO ELETTRICA: ACQUISTARLA PER MOTIVI ETICI E NON SOLO

Le fonti fossili, citate non a caso, introducono una motivazione all'acquisto di un veicolo elettrico che spesso dimentichiamo e che, se si riflette, dovrebbero surclassare di gran lunga tutte le altre valutazioni: il nostro comportamento etico e green, le emissioni zero, la salvaguardia dell’ambiente, del mondo in cui viviamo e in cui vivranno i nostri figli (e lo diciamo senza alcuna banale retorica, strombazzata fin troppo ultimamente).
Dobbiamo però fare i conti con il concreto, viviamo in un mondo in cui non tutti hanno una sensibilità green e soprattutto non tutti ce l’hanno insieme ad una contemporanea ampia disponibilità economica (pensando all'acquisto dell’auto elettrica, evidentemente non ancora alla portata di tutti).

Il portafoglio insomma è importante e ci fa tornare a bomba al discorso iniziale del cane che si morde la coda: la partenza e vera diffusione del mercato dei veicoli elettrici legata ai loro costi e viceversa.

Eppure la motivazione etica dovrebbe vincere tali riflessioni specie perché, fatto un primo investimento iniziale sull'acquisto, esso va considerato a lungo termine. Agli indubbi vantaggi dell’assenza di emissioni di anidride carbonica nell'ambiente, si aggiunge infatti la considerazione che il prezzo delle auto elettriche viene poi in parte compensato dai costi di alimentazione e manutenzione inferiori: un veicolo elettrico è decisamente più semplice meccanicamente rispetto ad uno tradizionale con motore a scoppio e il prezzo euro per chilometro percorso è almeno dimezzato rispetto a veicoli diesel o benzina.

 

AUTONOMIA: DOVE FACCIO RIFORNIMENTO?

Ciò premesso, accantonato e motivato in parte il fattore economico, veniamo al punto focale dell’articolo specificando un ulteriore elemento che si aggiunge alla relazione (interdipendente) fra costi e diffusione sul mercato delle auto elettriche.
Il fattore di cui stiamo parlando è tecnico e diventa fondamentale alla proliferazione dei veicoli elettrici, addirittura più di quello economico e si tratta della necessità di una capillare diffusione sul territorio di stazioni o colonnine di ricarica elettrica.

Le batterie ricaricabili di cui sono dotate le macchine elettriche presenti attualmente sul mercato (basate di fatto tutte sull'elemento Litio) hanno infatti la particolarità (salvo rare eccezioni) di non avere capacità energetiche di accumulo tali da poter permettere lunghi viaggi; chi viaggia percorrendo parecchi chilometri, sia al giorno che saltuariamente, potrebbe effettivamente avere dei banali (ma seri) problemi di autonomia. Le auto elettriche in circolazione al momento hanno un’autonomia media di 200 chilometri, qualcuna pure meno e altre (poche a dire il vero) di più, fino a 400 km. Raffrontando tali autonomie a quelle di auto tradizionali (a diesel/benzina) esse sembrerebbero non essere poi così piccole ma, come detto, la riflessione è da incentrare sulla diffusione di colonnine di ricarica elettrica sul territorio nazionale.

Esistono diversi siti per visualizzare le stazioni con colonnine di ricarica elettriche più vicine alla nostra zona; giusto per segnalarne due possiamo citarvi: www.colonnineelettriche.it e www.goelectricstations.it.
Vi invitiamo a consultare i due citati portali per avere un’idea di quello che stiamo qui sostenendo: dai siti si nota che il confronto fra la diffusione delle colonnine elettriche rispetto alla presenza dei distributori di carburante tradizionale (diesel e benzina) è a dir poco imbarazzante.
In Italia sono installate circa 700 colonnine di ricarica a uso pubblico e/o semipubblico (quest’ultimo rivolto a clientela di centri commerciali/negozi/strutture ricettive, ecc.); il numero è in continua espansione tuttavia risulta attualmente del tutto insufficiente a giustificare e a far partire un rigoglioso, giusto ed etico mercato dei veicoli elettrici.

Accantonato dunque il prezzo dell’auto elettrica e messe da parte, per ora, le motivazioni etiche (zero emissioni) e di effettiva analisi a lungo termine dei veri vantaggi economici (riduzione costi di carburante e manutenzione), se acquistassimo un’auto elettrica potremmo trovarci, dipendentemente delle nostre soggettive esigenze e necessità, di fronte alla realtà piuttosto pratica, quanto banale, di restare letteralmente a piedi. Il problema non è perciò assolutamente da sottovalutare.

Attualmente i principali realizzatori di stazioni e colonnine di ricarica elettrica pubblica sono i distributori/gestori di energia elettrica nonché società private. Enel, nel novembre 2017 ha presentato un progetto nazionale che prevede l'installazione di 14 mila colonnine di ricarica elettrica per veicoli entro il 2022, di cui già 2500 nel 2018 e 7 mila nel 2020; si parla di un investimento tra i 100 e i 300 milioni di euro per realizzare una rete capillare su tutta la penisola.
Enel ha inquadrato da tempo proprio la problematica legata al punto centrale del nostro articolo e l’entità del loro investimento deve far riflettere ancora di più sull'importanza della presenza di colonnine elettriche, vera chiave di volta alla diffusione dei veicoli elettrici a discapito (finalmente!) del mercato inquinante delle auto tradizionali a combustione.

 

RICARICA PUBBLICA IN ZONE ISOLATE

Come scritto, Enel sta prevedendo la realizzazione di colonnine di ricarica, tuttavia, perlomeno nelle fasi iniziali, essa si concentrerà e localizzerà sulle grandi arterie autostradali ed extraurbane nonché su grandi città.
La presenza di stazioni di ricarica in piccoli borghi e frazioni delocalizzate, invece, potrebbe risultare uno scoglio ancora difficile da affrontare. Tale problematica in particolare emerge ad esempio in tutte quelle località di importanza storica e/o artistica dotate di attrazioni turistiche: recarsi con un lungo viaggio in tali zone potrebbe rischiare di far rimanere a piedi i turisti disincentivandoli alla visita stessa. Anche in presenza di strutture ricettive sul posto (ad esempio ristoranti) dotati di colonnine di ricarica, le stesse probabilmente non sarebbero adeguate a permettere una ricarica sufficiente per affrontare il viaggio di ritorno; i punti di ricarica semipubblici, dedicati ai clienti di strutture ricettive, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono infatti dotati di colonnine a ricarica veloce e ciò deriva da motivazioni tecniche: le prestazioni di colonnine di una stazione di ricarica pubblica, dedicata interamente e ad hoc a tale servizio, non possono paragonarsi a quelle fornite (spesso gratuitamente) da un ristorante alla sua clientela.

 

MOBILITA' ELETTRICA: DAVVERO ETICA?

Tornando alle motivazioni etiche legate all'acquisto di un’auto elettrica c’è da puntualizzare e precisare meglio cosa si intende per emissioni zero. Un veicolo ad energia elettrica è alimentato da tale energia anziché da inquinanti combustibili fossili (diesel/benzina). L’elettricità è un vettore energetico perfettamente pulito e NON inquinante tuttavia essa può essere prodotta in determinati modi e se si impiega la combustione del carbone per generarla è ovvio che il discorso emissioni zero è piuttosto ridicolo e fuorviante. Non si tratta di parole retoriche, né tantomeno accattivanti perché paradossali: probabilmente non tutti lo sanno ma oggi si produce ancora energia elettrica tramite la combustione; è così: nel ventunesimo secolo ancora bruciamo (letteralmente) gas, petrolio, derivati del petrolio e soprattutto, in quantità assolutamente rilevante, il carbone! Continuiamo a farlo come in passato perché tali sostanze rappresentano fonti già presenti in natura e prontamente disponibili per l’uomo. Il progresso, inoltre, ha reso possibili migliori e più sofisticate tecniche ed attrezzature di estrazione; il progresso dimentica però l’inquinamento forse perché tale progresso è guidato da rapidi interessi economici piuttosto che da motivazioni etiche a lungo termine.

E così è bene che magari Enel installi una rete capillare di colonnine di ricarica elettrica ma occorrerebbe in realtà, proprio per le predette motivazioni green, pensare soprattutto alla fonte da cui si ricava l’energia elettrica destinata ad alimentare e muovere le auto.

 

LA MOBILITA' ELETTRICA REALMENTE SOSTENIBILE

La nostra Penisola è ricca di una materia prima di energia unica, rinnovabile, gratis e pulita: il SOLE.
Pensare di progettare e realizzare una stazione di ricarica di auto elettriche deve porci già da ora, oggi, la questione etica sulla fonte da cui deriva l’elettricità. Produrla ad esempio con centrali idroelettriche (non inquinanti), anziché con la combustione di carbone, è sicuramente un passo avanti, ma non basta!
La stazione di ricarica, infatti, raramente sarà localizzata nei pressi della centrale di produzione di energia elettrica e le linee e i cavi di collegamento fra centrale e colonnine rappresentano una sorta di inquinamento sia a livello di impatto visivo, sia, soprattutto, energetico in termini di perdite elettriche e dispersioni lungo le condutture.
Una vera stazione di rifornimento di energia elettrica green, etica, sostenibile e rinnovabile, dovrebbe produrre essa stessa energia elettrica in loco e mediante fonti rinnovabili per fornirla direttamente ai veicoli elettrici lì parcheggiati.

 

STAZIONE DI RICARICA GREEN

Le stazioni di carburanti tradizionali nel nostro Paese sono dotate, nella stragrande maggioranza dei casi, di pensiline/tettoie (o strutture simili) che fungono da copertura e riparo dalla pioggia/sole della stazione di rifornimento vera e propria; spesso hanno ampie zone asfaltate e a volte parcheggi e allora perché non pensare a stazioni di ricarica elettrica con pensiline e/o tettoie con coperture dotate di pannelli fotovoltaici? Perché non pensare di riprogettare tutti i parcheggi e dotarli di colonnine di ricarica alimentate da pensiline fotovoltaiche che permetterebbero un rifornimento elettrico diretto dal sole al motore?
Parliamo di parcheggi perché la ricarica elettrica non è veloce come quella di carburante tradizionale (limiti delle attuali batterie) e perché un’auto generalmente è parcheggiata per un tempo compatibile con quello della ricarica elettrica dunque i parcheggi, già presenti o da realizzare ad hoc, sono i migliori indiziati per un progetto davvero etico e sostenibile di stazione di ricarica green.

 

L’OCCASIONE, OGGI, DI PRENDERE LA STRADA BUONA CHE PORTA AL FUTURO

In passato abbiamo commesso molti errori che hanno rovinato irrimediabilmente l’ambiente perciò la nostra salute; siamo poi corsi a blandi rimedi affrettandoci e spendendo molte più risorse (economiche e non) per cercare di riparare i danni. Abbiamo riflettuto (tardi) sul nostro agire senza disciplina e, maledicendoci, abbiamo spesso pensato all'impossibile opportunità di tornare indietro nel tempo per intraprendere strade diverse, più etiche. Oggi siamo di nuovo giunti ad un bivio fondamentale per il futuro; non continuiamo a sbagliare, proviamo a non commettere più sempre gli stessi errori; impariamo dal passato: abbiamo OGGI un’opportunità unica di agire con criterio, la differenza sulle modalità di azione sembra minima ma non lo è affatto.

Realizzare stazioni di ricarica ad esempio fotovoltaiche su parcheggi esistenti o da creare, probabilmente sarà oggi un po’ più costoso che farlo con le sole colonnine (come stanno realizzando le grandi società su autostrade e grandi arterie); è chiaro che non sempre le auto avranno come fonte diretta di rifornimento il fotovoltaico delle pensiline nei pressi delle auto stesse (pensiamo alla notte o ad una giornata nuvolosa); forse un tale progetto e un’iniziativa simile non avranno tempi di rientro economici meritevoli di valutazione secondo i canoni bancari del momento; forse sì, non ci saranno vantaggi immediati; il denaro, certo, stavolta non sarà sporco maledetto e subito. Ma valutiamo l’occasione che ci si sta proponendo dinanzi: di parcheggi fotovoltaici con colonnine di ricarica elettrica oggigiorno, nel nostro territorio, se ne vedono raramente; è il momento giusto per prendere la strada buona anziché la più facile, breve ma SBAGLIATA. Tali iniziative vanno viste, come detto per le stesse auto elettriche, a lungo termine: i vantaggi green, etici, e non solo, devono essere la vera motivazione alla loro scelta.

C’è di più perché mentre una ricarica elettrica generalmente ha comunque un costo legato al prezzo euro per chilowattora elettrico (seppur inferiore a diesel o benzina), fare invece un rifornimento di giorno, a partire da un impianto fotovoltaico localizzato proprio nei pressi dell’auto elettrica, ha un costo di 0 (zero) euro per chilowattora. Ecco che i vantaggi etici tornano come in sogno a conciliarsi con quelli economici.

E l’impianto fotovoltaico casalingo può seguire lo stesso approccio delle pensiline fotovoltaiche con colonnine di ricarica elettrica su parcheggi pubblici: ricaricando di giorno la propria auto elettrica nell'autorimessa di casa si otterrà anche in quel caso un rifornimento a costo zero.
Viaggiare in auto con un carburante a costo zero, non è sempre stato in fondo uno dei sogni di tutti?

 

VALORIZZAZIONE DEI BORGHI CON LA MOBILITA' ELETTRICA

Riprendendo il discorso dei vantaggi per borghi e zone di interesse artistico, per quanto detto, la presenza di una stazione di ricarica elettrica in una località turistica, per giunta alimentata direttamente da fonte solare fotovoltaica, potrebbe farla preferire dai turisti con auto elettriche rispetto ad un’altra zona priva di ricarica e ciò sia per motivi etici che per motivi pratici.
In altri termini, realizzare colonnine di ricarica anche in zone disagiate, delocalizzate, piccoli borghi o paesi di provincia, permetterebbe una valorizzazione del territorio stesso, anche al fine di permetterne e/o aumentarne un rientro economico in termini di turismo e visibilità.

 

CONCLUSIONI

Ricapitolando col nostro articolo abbiamo riflettuto sulla necessità di realizzare una moltitudine di stazioni di ricarica elettrica al fine di creare effettivi vantaggi e motivazioni pratiche all'acquisto di un’auto ad energia elettrica; la diffusione dei veicoli elettrici è infatti in relazione uno a uno con l’incremento dei punti per la loro ricarica così come lo è la riduzione dei costi di acquisto delle auto; la motivazione etica però si realizza solo con un’oculata analisi delle fonti di provenienza dell’energia elettrica e realizzare parcheggi con pensiline fotovoltaiche dotate di stazioni di ricarica auto può ad esempio soddisfare tale necessità.

La mobilità elettrica perciò acquista un vero significato solo se essa è legata a motivazioni green ed etiche:
realizzare stazioni di ricarica elettrica alimentate da fonti rinnovabili diventa la vera sfida e necessità di un futuro della mobilità elettrica perché sarà proprio la motivazione etica a trasformare il legame costi-diffusione veicoli elettrici da circolo vizioso a circolo virtuoso.

La diffusione di colonnine non basta: occorre pure che esse siano sostenibili!

 

 

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