FV Industriale e Catasto - novità 2016/17

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Con una circolare emanata ad inizio 2016, l'Agenzia delle Entrate ha ridefinito il trattamento riservato ad alcune installazioni fotovoltaiche ai fini fiscali e catastali.
Si tratta di buone notizie introdotte dalla CIRCOLARE N. 2/E dell'Agenzia delle Entrate del 01 Febbraio 2016 (qui il link). Essa riguarda gli immobili urbani a destinazione speciale e particolare

(fabbricati di categoria catastale D ed E quali industrie, centrali o stazioni elettriche) per i quali è previsto un aggiornamento della rendita catastale che di fatto elimina l’Imu sui cosiddetti “imbullonati” (tra cui rientra il fotovoltaico).

La circolare ribadisce le nuove metodologie operative in tema di identificazione e caratterizzazione degli immobili nel sistema informativo catastale; in particolare le variazioni per gli impianti fotovoltaici decorrono dal 01 gennaio 2016. In sintesi se l'impianto fotovoltaico risulta installato in modo complanare alla copertura/tetto di un edificio/immobile, l'impianto stesso non contribuisce più alla rendita catastale né all’eventuale incremento della rendita dell’immobile. Ad ogni modo è necessario comunque accatastare l’impianto con una rendita convenzionale e, se già accatastato in passato e coi vecchi criteri, dal 2016 è possibile richiedere un aggiornamento catastale sulla relativa rendita.

Ambito di applicazione
La circolare dell’Agenzia delle Entrate si riferisce alla Legge 28 dicembre 2015, n. 208, (legge di stabilità 2016) che ha introdotto variazioni inerenti la determinazione della rendita catastale delle unità immobiliari urbane a destinazione speciale e particolare, censite in catasto nelle categorie dei gruppi D e E. Nelle due seguenti tabelle si ricorda la classificazione catastale di tali unità.

 

In particolare, l’articolo 1, comma 21, della citata Legge, ridefinisce l’oggetto della stima catastale per i suddetti immobili, stabilendo quali siano le componenti immobiliari da prendere in considerazione nella stima diretta, finalizzata alla determinazione della rendita catastale, e quali, al contrario, siano gli elementi - tipicamente di natura impiantistica - da escludere da detta stima, in quanto funzionali solo allo specifico processo produttivo.

 

Esclusioni ed Inclusioni nella determinazione della rendita catastale
La circolare chiarisce che dal 1 gennaio 2016 sono espressamente esclusi dalla stima catastale i “macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo”. Si tratta di quelle componenti, di natura essenzialmente impiantistica, che assolvono a specifiche funzioni nell’ambito di un determinato processo produttivo e che non conferiscono all’immobile un’utilità comunque apprezzabile, anche in caso di modifica del ciclo produttivo svolto al suo interno. Tali componenti sono, pertanto, da escludere dalla stima, indipendentemente dalla loro rilevanza dimensionale. La circolare espone degli specifici esempi e, per il caso fotovoltaico, citando la classificazione esemplicativa “Centrali di produzione di energia e stazioni elettriche” della circolare, si sostiene che non sono più oggetto di stima le caldaie, le camere di combustione, le turbine, le pompe, […] gli alternatori […], i trasformatori e gli impianti di sezionamento […],gli inverter e i pannelli fotovoltaici, ad eccezione di quelli integrati nella struttura e costituenti copertura o pareti di costruzioni. In tale categoria rientrano quindi i pannelli solari integrati sui tetti e nelle pareti, che non possono essere smontati senza rendere inutilizzabile la copertura o la parete cui sono connessi.

 

Impianti fotovoltaici integrati più penalizzati ai fini fiscali e catastali
Da quanto detto sono inclusi nella stima catastale i pannelli fotovoltaici che costituiscono struttura di copertura o di chiusura verticale delle costruzioni, come quelli integrati architettonicamente ai sensi dell’articolo 2, comma, 1 lettera b3) del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 19 febbraio 2007 (cosiddetto Secondo Conto Energia) e riconducibili alle Tipologie specifiche 2, 3 e 8 di cui all’Allegato 3 allo stesso decreto. Si riportano di seguito le tipologie tratte dall’Allegato 3 del DM 19.02.2007:

TIPOLOGIE DI INTERVENTI VALIDE AI FINI DEL RICONOSCIMENTO DELL'INTEGRAZIONE ARCHITETTONICA (ART. 2, COMMA 1, LETTERA B3)

[...]Tipologia specifica 2: Pensiline, pergole e tettoie in cui la struttura di copertura sia costituita dai moduli fotovoltaici e dai relativi sistemi di supporto

Tipologia specifica 3: Porzioni della copertura di edifici in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano il materiale trasparente o semitrasparente atto a permettere l'illuminamento naturale di uno o piu' vani interni;

[…] Tipologia specifica 8: Finestre in cui i moduli fotovoltaici sostituiscano o integrino le superfici vetrate delle finestre stesse.

 

Impianti Integrati inclusi nel calcolo della rendita: motivazioni
L’inclusione nella stima catastale delle citate tipologie di installazioni fotovoltaiche “integrate”, deriva dalla motivazione che si tratta dell’insieme più generale di elementi che risultano “strutturalmente connessi al suolo o alle costruzioni e che ne accrescono la qualità e l’utilità”. Si sta quindi parlando di quelle componenti che, fissate al suolo o alle costruzioni con qualsiasi mezzo di unione, anche attraverso le sole strutture di sostegno (in particolare quando le stesse integrano parti mobili) risultano caratterizzate da una utilità trasversale ed indipendente dal processo produttivo svolto all’interno dell’unità immobiliare. Le componenti così caratterizzate conferiscono all’immobile una maggiore fruibilità, apprezzabile da una generalità di utilizzatori e, come tali, ordinariamente influenti rispetto alla quantificazione del reddito potenzialmente ritraibile dalla locazione dell’immobile, ossia della relativa rendita catastale.

Tra i citati elementi strutturalmente connessi sono da ricomprendere, ad esempio, anche gli impianti elettrici, idrico-sanitari, di areazione, di climatizzazione e condizionamento, di antincendio, di irrigazione e quelli che, sebbene integranti elementi mobili, configurino nel loro complesso parti strutturalmente connesse al suolo o alle costruzioni, quali gli ascensori, i montacarichi, le scale, le rampe e i tappeti mobili, analogamente ai criteri seguiti nell’ambito degli immobili censiti nelle categorie dei gruppi ordinari.

 

Adeguamento rendite non automatico: necessità di Aggiornamento Catastale
Al fine di realizzare uniformità nei riferimenti estimativi catastali tra le unità immobiliari già iscritte in catasto e quelle oggetto di dichiarazione di nuova costruzione o di variazione, è prevista la possibilità di presentare atti di aggiornamento catastale, per la rideterminazione della rendita degli immobili già censiti nel rispetto dei nuovi criteri; ciò, attraverso lo scorporo di quegli elementi che, in base alla nuova previsione normativa, non costituiscono più oggetto di stima catastale.

 

A decorrere dal 01 gennaio 2016, gli intestatari catastali degli immobili citati possono perciò presentare atti di aggiornamento ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701, per la rideterminazione della rendita catastale degli immobili già censiti nel rispetto dei criteri oggetto del presente articolo. Tale previsione introduce una particolare fattispecie di dichiarazione di variazione catastale, non connessa alla realizzazione di interventi edilizi sul bene già censito in catasto, finalizzata a rideterminare la rendita catastale escludendo dalla stessa eventuali componenti impiantistiche che non sono più oggetto di stima diretta. A livello tecnico, in relazione a quanto sopra, nella nuova procedura catastale “Docfa” è stata introdotta una ulteriore specifica tipologia di documento di variazione, denominata “Dichiarazione resa ai sensi dell’art. 1, comma 22, L. n. 208/2015”, a cui è automaticamente connessa la causale “Rideterminazione della rendita ai sensi dell’art. 1, comma 22, L. n. 208/2015”. Tale causale è riportata in visura a seguito della registrazione nella banca dati catastale della dichiarazione di aggiornamento.

 

Cosa fare
Se possedete un impianto fotovoltaico installato sul vostro stabilimento produttivo, accatastato prima del 2016, consigliamo, per chi non avesse già provveduto, di rivolgervi a dei tecnici al fine di provvedere all’aggiornamento della relativa rendita catastale così da ottenere un evidente vantaggio fiscale ad esempio sull’IMU.

 

Un esempio
A titolo di esempio la rendita catastale per un impianto fotovoltaico sulla copertura di uno stabilimento industriale della potenza complessiva di 100 kWp e una relativa superficie di occupazione di circa 650 metri quadri risulta di circa 75,00 euro; di conseguenza, a livello di stima, l'IMU annuale da versare, in considerazione ad esempio di un’aliquota dell'8,6 per mille (0,86%) sulla rendita rivalutata di 65 volte, risulterebbe pari a: euro 380,00 x 65 = euro 24.700,00 x 0,86% = euro 41,93.

 

A questo link è possibile visionare la copia della citata circolare dell'Agenzia delle Entrate al fine di valutazione e approfondimenti.

 

 

 

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