Lo Scambio Sul Posto per Impianti FV

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Con l’articolo L'Autoconsumo in un impianto FV abbiamo già visto che la misura dell'energia immessa nella rete è utile al fine di quantificare il corrispettivo per lo Scambio Sul Posto (abbreviato spesso con l’acronimo SSP). Tale contributo è una forma di riconoscimento monetario dell'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico e rappresenta una modalità di "rimborso" ...

dell'eventuale sola parte di energia da noi prodotta e immessa nella rete elettrica nazionale quando non ne abbiamo bisogno per le nostre utenze. L’SSP a differenza dei vecchi incentivi non ha scadenza ma si conclude con la dismissione dell'impianto fotovoltaico e dunque è destinato a protrarsi per più di vent'anni.

È molto importante osservare che lo Scambio Sul Posto non è una semplice conversione del prezzo dell’energia del singolo kWh per il totale degli stessi kWh immessi in rete ma mira a restituire gli importi sborsati per pagare le bollette del venditore/fornitore di energia in tutti quei casi (di notte o in giornate nuvolose) in cui abbiamo attinto dalla rete elettrica nazionale per soddisfare i nostri fabbisogni. Nei momenti in cui invece abbiamo prodotto energia ma non ne avevamo bisogno, la parte da noi immessa in rete è come se venisse data in prestito e successivamente ripresa (col prelievo) quando l'impianto fotovoltaico non è attivo.

In sostanza, dal momento che le bollette del venditore energetico non contemplano il conguaglio diretto in kWh dell'energia prelevata con quella immessa (né tantomeno la restituzione del corrispettivo legato all'energia immessa), occorre lo scambio sul posto per regolarizzare e gestire effettivamente il meccanismo. La bolletta energetica infatti, viene pagata normalmente al fornitore mentre i corrispettivi per l'energia immessa vengono restituiti annualmente dall’ente nazionale detto GSE (Gestore dei Servizi Energetici) tramite appunto lo Scambio Sul Posto.

Il meccanismo di SSP è sempre riferito alla situazione energetica totale di un intero anno solare: le cifre economiche in gioco quindi sono sempre legate ai flussi energetici dell’anno solare precedente a quello in cui avviene l’elargizione del corrispettivo da parte del GSE.


Approfondimenti sul meccanismo di Scambio Sul Posto
Occorre precisare che il contributo in conto scambio, CS (così viene nominato il corrispettivo dello SSP), viene elargito in misura maggiore solo in riferimento alla parte di kWh energetici scambiati con la rete ovvero, più precisamente, in relazione alla quantità minima fra energia immessa ed energia prelevata. Ciò appare ovvio se si pensa che il meccanismo dello SSP, pur essendo piuttosto articolato, è teso a trasformare la rete elettrica nazionale in una sorta di ipotetica “batteria” in cui immettere energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico quando non se ne ha bisogno, per poterla prelevare quando invece è necessaria (quando l'impianto non riesce a coprire il fabbisogno istantaneo dei nostri consumi).

Il contributo CS è legato alla quota monetaria minima fra onere pagato in bolletta per l’energia prelevata e il corrispettivo in euro legato alla quantità di energia immessa in rete. Non si tratta quindi direttamente di kWh prelevati e consumati. Può accadere infatti che l'energia immessa (in kWh) sia superiore a quella prelevata ma le relative quantità monetarie abbiano invece dei ruoli scambiati e quindi la quota minima risulterebbe quella legata all'energia immessa.

Le eccedenze: eventuale liquidazione annuale
Nel caso in cui il corrispettivo in euro per l'energia immessa risulti superiore all'onere per l'energia prelevata, l'eventuale eccedenza monetaria viene riportata a credito per gli anni successivi senza alcun limite temporale. Questo significa che il credito accumulato può essere sfruttato negli anni a venire senza scadenze e anno dopo anno va a sommarsi al credito residuo accumulatosi che può essere sfruttato in ogni specifico anno. Tale credito può anche essere monetizzato alla fine dell’anno corrente ma il corrispettivo euro/kWh che viene restituito è di gran lunga inferiore a quello che pareggia il bilancio fra “valore energia immessa” e “valore energia prelevata”.



Convenienza dello Scambio Sul Posto
Al di là dei tecnicismi inerenti il funzionamento e i relativi dettagli economici e contabili, possiamo dire che in generale il meccanismo di Scambio Sul Posto produce un vantaggio maggiore per l’utente qualora, su base annua, la valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete compensi totalmente l’onere energia associato ai quantitativi di energia elettrica prelevata dalla rete. Ciò equivale a dire che il meccanismo SSP è più vantaggioso tanto più si è realizzato un impianto fotovoltaico di taglia adatta a coprire i reali fabbisogni annuali di energia elettrica; più la taglia dell’impianto è in esubero rispetto ai fabbisogni annuali meno saranno i vantaggi del meccanismo di scambio sul posto (minor equivalente valore in €/kWh di energia immessa).

Valore dell'energia immessa con lo Scambio Sul Posto
A questo punto può sorgerci una domanda spontanea: qual è il valore in €/kWh che il GSE ci eroga per ciascun kWh immesso in rete (energia prodotta in esubero rispetto ai nostri fabbisogni)? La risposta non è banale perché legata a formule contabili tecniche ed economiche piuttosto complesse che riguardano ad esempio anche il valore generale dell’energia elettrica nel mercato nazionale (in borsa) giorno dopo giorno anzi ora dopo ora e zona geografica per zona geografica. Proviamo tuttavia a spiegare gli effetti finali di tali meccanismi.
Innanzitutto per lo Scambio Sul Posto come già detto si ragiona su base annuale: si effettua infatti un consuntivo di tutti i dati energetici ed economici ogni anno rispetto all'anno precedente considerando anche il costo medio del kWh valutato su una media annuale nazionale.
In soldoni:

  • se i nostri fabbisogni energetici in kWh/anno sono superiori o uguali all'energia annuale che produce il nostro impianto fotovoltaico, allora avremo una condizione ottimale e riceveremo per ogni kWh immesso in rete (cioè ogni kWh non autoconsumato da noi direttamente dal fotovoltaico) un corrispettivo equivalente di circa il 60-70% del costo €/kWh che abbiamo pagato in media in bolletta per l'energia in prelievo dello stesso anno;
  • viceversa se avremo realizzato ad esempio un impianto di potenza un po' troppo esagerata rispetto ai nostri fabbisogni e questi ultimi risultano quindi inferiori alla produzione annuale che ci garantisce l'impianto fotovoltaico, allora il GSE ci pagherà meno per ciascun kWh immesso in rete in quello specifico anno;
  • e così via per i casi intermedi

Di anno in anno ogni volta il GSE ragionerà in tal senso coi kWh annuali prelevati, immessi e prodotti analizzandoli per PARAGONARE di fatto la PRODUZIONE annuale dell'impianto fotovoltaico coi FABBISOGNI annuali; dal paragone viene ricavata la percentuale equivalente sul prezzo medio dell'energia in prelievo che abbiamo pagato nel corso dell'anno per dedurne il corrispettivo equivalente (€/kWh) dell'energia immessa in rete; è più facile a dirsi che a scriversi.

Seguono alcuni esempi per chiarire meglio. È evidente che si tratta appunto di casi ipotetici così pure la “tabella del corrispettivo per l'energia immessa in base alla percentuale dei fabbisogni rispetto alla produzione” tratta dati di esempio anche se tutto sommato sono piuttosto verosimili e corrispondenti alla realtà attuale.

Il valore equivalente dell'energia immessa con lo Scambio Sul Posto quindi non è fisso, varia di anno in anno e cambia dipendentemente dalla taglia dell'impianto fotovoltaico ovvero dalla produzione annuale dello stesso in riferimento agli specifici fabbisogni annuali che abbiamo avuto in quell'anno per l'appunto.

 

 

 

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