FV dopo gli Incentivi: Conviene ancora?

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Nel nostro articolo L'Autoconsumo in un impianto Fotovoltaico e in quello in cui si descrive il meccanismo di Scambio Sul Posto (articolo: Lo Scambio Sul Posto per impianti Fotovoltaici ) si parla dei flussi di energia in gioco in un’utenza dotata di impianto fotovoltaico e quale modalità è possibile sfruttare per valorizzare l’energia in surplus che immettiamo nella rete elettrica nazionale ...

(lo scambio sul posto appunto). Appreso quanto riportato sugli articoli citati (che invitiamo a leggere/rileggere), descriviamo adesso quali sono tutti i vantaggi economici legati all’installazione di un impianto fotovoltaico. Definiamo perciò le varie voci inerenti i rientri economici del nostro ipotetico impianto tralasciando gli indubbi ed evidenti benefici etici legati alla salvaguardia dell’ambiente per la riduzione di anidride carbonica (Co2) che sono comunque evidentemente presenti e importantissimi.

Benefici economici effettivi dell’installazione di un impianto fotovoltaico
Ipotizzando di aver realizzato un impianto fotovoltaico da 3,90 kWp per la nostra casa, calcoliamone ora i benefici economici annuali considerando di scegliere lo scambio sul posto come meccanismo di valorizzazione dell’energia immessa nella rete elettrica nazionale (la quota di energia non autoconsumata). Tutte le valutazioni, per quanto scritto in merito allo scambio sul posto (SSP), andranno effettuate considerando singoli periodi annuali; le semplificazioni che applicheremo sul meccanismo di SSP saranno le stesse viste nel paragrafo di approfondimento dello scambio sul posto. Riportiamo di nuovo la Figura già presentata nell’articolo L'Autoconsumo in un impianto Fotovoltaico .

 

La Tabella che segue mostra invece dei valori numerici di esempio delle varie energie in gioco (in kWh) i cui flussi sono mostrati a livello grafico nella precedente Figura. Da notare che i colori delle caselle della Tabella sono congruenti alle frecce riportate nella precedente Figura stessa.

I valori energetici in kWh si riferiscono all’ipotesi (piuttosto verosimile) di una quota di autoconsumo pari al 35% della produzione fotovoltaica complessiva. Vedremo che più tale percentuale a livello annuale risulterà alta, più i benefici economici saranno maggiori. Valori tipici di determinazione delle caratteristiche qualitative di un impianto fotovoltaico, sono:

  • la quota percentuale di autoconsumo sulla produzione;
  • la quota percentuale di copertura dei fabbisogni dell’impianto fotovoltaico mediante l’autoconsumo;
  • la quota percentuale dei fabbisogni rispetto alla produzione (quest’ultima percentuale ricordiamo che determina in qualche modo la tariffa equivalente ovvero la valorizzazione in euro/kWh dell’energia immessa in rete e pagata con il meccanismo dello scambio sul posto come visto nell’articolo Lo Scambio Sul Posto per impianti Fotovoltaici ).

Questi 3 parametri percentuali sono tutti indicati nella Tabella precedente.

 

Dal momento che si ha una quota percentuale dei fabbisogni rispetto alla produzione pari al 99,8%, ricordando quanto esposto nell’articolo Lo Scambio Sul Posto per impianti Fotovoltaici , otterremo una tariffa equivalente per l’energia ceduta in rete di circa il 70% del prezzo medio che abbiamo pagato in bolletta nel corso dell’anno di riferimento. Ipotizzando che il costo medio annuale in €/kWh delle nostre bollette sia ad esempio di 0,290 €/kWh, la tariffa equivalente per l’energia ceduta in rete col meccanismo di Scambio Sul Posto risulterà di 0,203 €/kWh (70% di 0,290 €/kWh).
Un primo corrispondente valore economico relativo alle energie della Tabella precedente è quello riportato nella seguente Tabella.

Evidenziamo che il valore economico risparmiato per la quota di energia autoconsumata, è legato all'energia necessaria per i nostri fabbisogni che abbiamo prelevato istantaneamente e direttamente dall'impianto fotovoltaico (mentre esso produceva) invece di prelevarla dalla rete elettrica (piuttosto quindi di pagarla con le bollette al nostro fornitore); non pagare tale energia al fornitore corrisponde quindi ad aver risparmiato la quota in euro che invece avremmo dovuto sborsare se non avessimo avuto l’impianto fotovoltaico.
Le entrate complessive annuali grazie alla presenza dell’impianto fotovoltaico saranno date dalla somma del valore economico dell’energia per autoconsumo e di quella derivata dallo Scambio Sul Posto; in questo caso otteniamo: 443,35 € + 576,36 € = 1.019,71 €.

 

Quanto costa un impianto fotovoltaico?
Per valutare i benefici economici in termini di investimento legato all’impianto fotovoltaico, occorre naturalmente stabilire il prezzo complessivo dell’impianto stesso. Il costo di un sistema fotovoltaico è dato in genere in €/kWp installato. Tale valore dipende tra l’altro dalla taglia in kWp dell’impianto: ad esempio un’installazione di 20 kWp avrà un costo in €/kWp inferiore rispetto ad un impianto di 3 o 4 kWp così come un sistema da 100 kWp possiederà generalmente un prezzo per kWp più economico rispetto ad uno da 20 kWp. Attualmente un valore medio per un’installazione di 3,90 kWp che non abbia particolari criticità realizzative si aggira intorno ai 2.000,00 €/kWp iva esclusa. E’ bene chiarire subito che per installazioni inerenti impianti da fonte rinnovabile come il fotovoltaico, è possibile applicare l’aliquota IVA ridotta al 10% (come stabilito dal DPR 633/72 tabella A, parte III, art. n. 127 – sexies) dunque il costo finale dell’impianto fotovoltaico per un utente privato, come nel nostro esempio, sarà di effettivi 2200,00 €/kWp (iva inclusa). L’applicazione dell’IVA al 10% è comunque sempre subordinata ad un’apposita dichiarazione rilasciata dall’acquirente nei confronti di chi offre un sistema fotovoltaico chiavi in mano o verso chi vende del materiale fotovoltaico (pannelli, inverter) o ancora riguardante colui che effettua l’installazione (posa in opera) dei materiali di cui si compone il sistema fotovoltaico.

 

Tempi di rientro investimento fotovoltaico: valutazioni sull’autoconsumo
L’impianto di 3,90 kWp per la nostra casa di esempio ci è dunque costato complessivamente 2.200,00 x 3,90 = 8.580,00 € iva incl. Dal momento che annualmente le entrate complessive inerenti l’impianto fotovoltaico abbiamo visto essere pari a 1.019,71 € , possiamo concludere che il tempo di rientro del nostro investimento sarà di circa 8 anni e mezzo (8.580,00:1.019,71=8,4 anni circa).
Se ipotizzassimo di aumentare la quota di autoconsumo rispetto alla produzione dal precedente 35% al 65%, il tempo di rientro dell’investimento fotovoltaico si ridurrebbe di un anno. La quota di autoconsumo dipende da noi, dai nostri comportamenti, dalla nostra capacità di variare abitudini nell’utilizzo dei dispositivi elettrici. In presenza di impianto fotovoltaico ci basterà quindi impiegare gli elettrodomestici (specie quelli che consumano di più) durante il giorno anziché di notte o in modo ancora migliore durante le ore centrali della giornata in presenza di cielo soleggiato. Se effettuato durante le ore centrali della giornata, l’utilizzo di lavatrice, lavastoviglie, asciugabiancheria, climatizzatore o la pompa di calore, per fare giusto alcuni esempi, sarà quindi utile ad aumentare l’autoconsumo ovvero i rientri economici.

 

Agevolazioni Fiscali Irpef per ristrutturazioni edilizie
L’aumento della quota di autoconsumo non è il solo fattore di riduzione dei tempi di rientro del nostro investimento. L’installazione di un impianto fotovoltaico rientra infatti fra i cosiddetti interventi di ristrutturazione edilizia per i quali è possibile usufruire della detrazione fiscale Irpef (disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 - Testo unico delle imposte sui redditi). Tale agevolazione riguarda la possibilità di detrarre dalle tasse una percentuale delle spese sostenute per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico; il valore di detrazione è pari al 50 % del costo dell’impianto (iva esclusa) e a tale costo è possibile aggiungere anche oneri legati a delle eventuali opere connesse (quali ad esempio quelle per la bonifica amianto) fino a un tetto massimo di detrazione di 96.000 €. Il valore di detrazione è dunque condizionato da tale soglia massima che non può essere superata anche se il 50% della spesa risulta oltre il limite di 96.000 €. La detrazione deve essere “spalmata” su dieci periodi annuali uguali.
Per il nostro specifico esempio in esame, il costo dell’impianto iva esclusa risulta di 7.800,00 € (2.000 €/kWp x 3,90 kWp); da questo importo la percentuale di detrazione del 50% è di 3.900,00 € ; tale cifra, essendo minore della soglia massima di 96.000 €, può essere completamente detratta su un periodo di 10 anni con 390,00 € di quota annuale ma nei limiti dell’Irpef dovuta per lo specifico anno; non è ammesso infatti ad esempio il rimborso di somme eccedenti l’imposta; in altri termini quindi se l’Irpef di un generico anno risulta inferiore alla quota annuale di detrazione, in tale anno può essere detratta l’intera tassazione senza poter poi recuperare nei successivi anni la parte eccedente di detrazione di cui non si è beneficiato per il generico anno.

AGGIORNAMENTO 23 DICEMBRE 2017
L’ok finale al Senato della Legge di Bilancio 2018, tra le altre novità, ha prorogato, per tutto l'anno 2018, l'agevolazione fiscale qui descritta della Detrazione Irpef al 50 percento per le ristrutturazioni edilizie. Dall'anno 2019, a meno di nuove proroghe (che effettivamente si susseguono da più di 10 anni) la detrazione scenderà al 36 percento e il limite massimo di spesa passerà da 96.000 a 48.000 euro. Ricordiamo che la detrazione per ristrutturazioni edilizie dal 2012 è stata trasformata in un'agevolazione "strutturale", perciò rimarrà sempre.


Tempi di rientro con agevolazioni fiscali Irpef per ristrutturazioni edilizie
Attraverso il precedente meccanismo di agevolazione fiscale è possibile incrementare le entrate annuali derivate dalla presenza dell’impianto fotovoltaico (i nostri precedenti 1.019,71 € di esempio) con ulteriori quote economiche annuali portate in detrazione fiscale Irpef che in tal caso per il nostro esempio si attestano a 390,00 € annuali. In definitiva per la nostra casa di esempio avremo quindi delle entrate complessive grazie all’impianto fotovoltaico pari a 1.409,71 € (1.019,71 € + 390,00 €). Grazie all’aggiunta di tale agevolazione, il tempo di rientro del nostro investimento fotovoltaico si riduce di 2 anni: da 8,4 a 6,09 anni (ovvero 8.580,00 € : 1.409,71 € = 6,09). Se, come prima ipotizzato, riuscissimo ad incrementare la quota di autoconsumo sulla produzione dal 35% al 65%, i tempi di rientro dell’investimento si ridurrebbero attestandosi a circa 5 anni e mezzo. Con autoconsumo del 35%, i ricavi economici finali in 20 anni del nostro investimento fotovoltaico (tralasciando quindi gli indiretti benefici green legati alla salvaguardia dell’ambiente) si attesterebbero in 17.539,40 € mentre a 25 anni arriverebbero a 24.041,95 €. Il relativo tasso di rendimento dell’investimento fotovoltaico risulterebbe di gran lunga superiore ad esempio a quello di qualsiasi attuale ipotetico investimento bancario!

Impianto fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene?
Nel caso in cui la nostra utenza abbia un reale bisogno di energia elettrica e avendo realizzato un impianto fotovoltaico adeguato ai nostri fabbisogni, da quanto appena esposto appare ora piuttosto evidente che alla domanda “conviene ancora l’impianto fotovoltaico dopo gli incentivi?” si può rispondere solo e semplicemente: ASSOLUTAMENTE SI’ anzi, in taluni casi, CONVIENE DI PIU’!

 

 

 

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