Esempio di Investimento FV Industriale

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Dopo aver esposto i vantaggi ovvero i rientri economici di un impianto fotovoltaico domestico nell’articolo Fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene ancora? Riportiamo qui delle valutazioni economiche più approfondite allo stesso modo di quanto trattato nell’articolo Esempio di investimento fotovoltaico domestico ma in riferimento ad ...

un impianto fotovoltaico industriale.

Superammortamento
Il meccanismo di agevolazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione edilizia citato nell'articolo Fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene ancora? vale solo nel caso di persone fisiche (in quanto si applica sull'Irpef). Per quanto riguarda le società e le imprese, è invece presente un altro meccanismo di agevolazione fiscale che viene applicato sulle quote di ammortamento. Lo scopo è quello di favorire gli investimenti produttivi delle imprese grazie ad un’accelerazione del processo di ammortamento fiscale del cespite che nel nostro caso coincide con l’impianto fotovoltaico. Attraverso il superammortamento le aziende che investono in beni strumentali possono ammortizzare fiscalmente il bene al 130 % in luogo del 100 %. Il superammortamento al 130% può essere applicato da tutte le aziende che investono in beni strumentali strettamente inerenti al core business aziendale, comprendendo in questa definizione tutti i titolari di reddito d’impresa e di reddito da lavoro autonomo (tranne i contribuenti in regime forfetario). L’applicazione del superammortamento al 130% riguarda anche i soggetti che si avvalgono del regime dei minimi ma non del nuovo regime forfetario. I beni oggetto del super ammortamento sono soltanto quelli il cui coefficiente di ammortamento civilistico è pari o superiore al 6,5%. Il meccanismo di applicazione del superammortamento al 130% prevede che l’azienda possa dedurre una quota fiscale di ammortamento maggiore rispetto a quanto oggi prevede il decreto ministeriale di riferimento: la società potrà quindi ammortizzare il cespite acquistato secondo le aliquote ordinarie mentre dal punto di vista fiscale viene effettuata una variazione in diminuzione della base imponibile su cui poi verranno calcolate le imposte. L’agevolazione del superammortamento applicata allo specifico investimento fotovoltaico prevede che la percentuale di ammortamento per il primo anno debba essere pari al 4,5% calcolato sul valore complessivo del 130% della spesa sostenuta per l’acquisto dell’impianto fotovoltaico. Le quote percentuali di ammortamento per gli anni successivi devono essere invece del 9% (riferite sempre al 130% della spesa); l’ammortamento va ripetuto annualmente fino a coprire esattamente il valore complessivo del 130% dell’investimento fotovoltaico. Di seguito applicheremo tale superammortamento ad un esempio di impianto fotovoltaico industriale.

NOTA, AGGIORNAMENTO SUPERAMMORTAMENTO AL 23 DICEMBRE 2017
L’ok finale al Senato della Legge di Bilancio 2018, tra le altre novità, ha prorogato, per tutto l'anno 2018, l'agevolazione fiscale qui descritta del superammortamento. L’aliquota di deduzione del superammortamento varia dal 140 percento (avutosi per tutto l'anno 2017) al 130 percento per tutti gli acquisti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1° gennaio 2018.
Più esattamente, la Legge di Bilancio 2018 stabilisce che i titolari di redditi d’impresa e gli esercenti arti e professioni sono ammessi al beneficio del superammortamento se gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi sono effettuati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018; è inoltre prevista una proroga fino al 30 giugno 2019 se entro il 31 dicembre 2018 risulta accettato l’ordine dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti nella misura pari almeno al 20% del costo di acquisizione del bene.

Segue adesso un esempio di impianto fotovoltaico da circa 100 kWp (99,84 kWp) realizzato da impresa/società in cui, a differenza dell’esempio domestico dell’articolo Esempio di investimento fotovoltaico domestico, il meccanismo di agevolazione fiscale mostrato è quello del superammortamento; da notare che in questo secondo esempio la quota di autoconsumo sulla produzione è del 70% (contro il 35% già visto per l’abitazione domestica). Un valore più alto rispetto al corrispondente domestico è più che giustificato dal momento che generalmente i consumi delle imprese (ad esempio dei macchinari produttivi) avvengono durante il normale orario di lavoro proprio quello cioè durante il quale l’impianto fotovoltaico produce in maggior misura. L’impianto fotovoltaico per questa società di esempio è stato pensato per una ditta di produzione che abbia fabbisogni di energia elettrica medio-alta o comunque paragonabili al valore di energia prodotto annualmente da un impianto fotovoltaico da 100 kWp circa.

Le 3 tabelle delle figure successive elencano in dettaglio gli andamenti economici dell’installazione fotovoltaica analizzandola da un punto di vista di vera e propria iniziativa d’investimento. Seguono quindi le seguenti tabelle:

  • Previsione dei benefici in cui si elencano le entrate economiche allo stesso modo visto in precedenza nell’articolo Fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene ancora?;
  • Costi di gestione ove sono indicati gli oneri di base legati ad una minima attività finalizzata a garantire la regolare funzionalità dell’impianto;
  • Risultato di gestione che mostra i flussi economici in termini di entrate ed uscite ipotizzando di adottare il superammortamento precedentemente descritto.

Le tabelle e i grafici successivi mostrano gli andamenti economici già descritti nell’articolo Fotovoltaico dopo gli incentivi: conviene ancora? includenti però anche il tasso d’inflazione annuale che incide tra l’altro sui ricavi in genere, sui costi di manutenzione, sul prezzo dell’energia elettrica in prelievo. Il parametro del tasso di degradazione simula l’invecchiamento durante gli anni dell’impianto fotovoltaico (dei pannelli in particolare); tutti i moduli fotovoltaici venduti in Europa sono soggetti ad una normativa che obbliga i fabbricanti a rigorosi ed altamente qualificati criteri realizzativi; ogni pannello acquistato all’interno della Comunità Europea è infatti dotato tra l’altro di una garanzia obbligatoria inerente la sua produzione elettrica, o meglio il suo rendimento garantendo che dopo 20 anni di funzionamento questo debba ridursi al massimo del 20% rispetto a quello nominale o di targa. Infine si sono considerati dei costi di manutenzione dell’impianto che includano sia un controllo dei componenti elettrici, sia un minimo di pulizia periodica dei pannelli, sia eventuali interventi per malfunzionamenti elettrici.

 

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Come visibile dalle tabelle e grafici, i tempi di rientro e i tassi di rendimento dell’iniziativa risultano più che competitivi rispetto a qualsiasi altra forma alternativa di investimento.
Nel caso dunque in cui la nostra azienda abbia un reale bisogno di energia elettrica, realizzando un impianto fotovoltaico adeguato ai fabbisogni dell’attività, da quanto appena esposto appare piuttosto evidente che dopo gli incentivi conviene ancora realizzare un impianto fotovoltaico industriale.

 

 

 

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