Aumento potenza utenza Elettrica: Costi

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AGGIORNAMENTO: dal 1° gennaio 2018 l'AEEGSI (Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico), citata in questo articolo, è diventata ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

Nel nostro articolo Nuovo Iter Semplificato per impianti FV abbiamo descritto le fasi procedurali per poter connettere alla rete elettrica un impianto di produzione di energia elettrica ad esempio un impianto fotovoltaico. E’ possibile usufruire dell’iter semplificato se si rispettano le condizioni viste nel nostro articolo; uno di tali vincoli riguardava l’obbligo di non richiedere nessun aumento di potenza in prelievo della linea elettrica preesistente e di realizzare quindi conseguentemente un impianto (ad esempio fotovoltaico) di potenza inferiore o uguale a quella in prelievo già disponibile per la nostra utenza elettrica. Se tale condizione non può essere rispettata ad esempio perché si intende aumentare la potenza in prelievo per esigenze domestiche o industriali oppure si vuol connettere un impianto fotovoltaico di potenza superiore alla potenza massima già disponibile in prelievo, allora la procedura per connettere un impianto di produzione si riconduce all'iter ordinario. La richiesta di connessione mediante l’iter normale può prevedere eventuali corrispettivi economici da versare al gestore di rete; tali cifre sussistono nel caso di aumento della potenza in prelievo e/o di quella in immissione della linea esistente; anche per nuove connessioni (nuove utenze ovvero per linee da realizzare) sono previsti ovviamente tali corrispettivi.

Di seguito proveremo a spiegare proprio tali costi, vedremo ad esempio da cosa essi dipendono e le direttive AEEGSI di riferimento che li stabiliscono.

Alla fine dell’articolo è presente un file di foglio di calcolo con cui è possibile calcolare orientativamente i corrispettivi di connessione da versare al gestore di rete.

I citati oneri da versare al gestore di rete sono previsti anche nel caso in cui non si intenda realizzare un impianto di produzione ma si decida solamente di aumentare la potenza in prelievo di un’utenza elettrica preesistente. Tali corrispettivi sono previsti pure per nuovi allacci elettrici sempre senza abbinamento di un impianto di produzione ovvero se si richiede al gestore di rete una sola connessione in prelievo.

I corrispettivi ovvero le condizioni economiche legate all’adeguamento di un’utenza elettrica o alla sua realizzazione ex-novo per ciò che concerne la potenza prelevata per le nostre utenze sono stabiliti e regolati dal TIC (TESTO INTEGRATO DELLE CONDIZIONI ECONOMICHE PER L’EROGAZIONE DEL SERVIZIO DI CONNESSIONE ovvero la deliberazione dell’AEEGSI 654/2015/R/ EEL e s. m. e i.).

Il TICA (TESTO INTEGRATO DELLE CONNESSIONI ATTIVE ovvero la deliberazione dell’AEEGSI ARG/elt 99/08 e s. m. e i.) regola invece, tra l’altro, le condizioni economiche legate alla potenza massima in immissione nella rete elettrica nazionale (se si intende quindi realizzare e connettere un impianto di produzione ad esempio fotovoltaico).

In altri termini gli oneri di aumento potenza di una linea esistente o da realizzare sono formati da due componenti (regolate da due direttive AEEGSI): corrispettivo per connessione in prelievo e corrispettivo per connessione in immissione (quest’ultimo solo se si intende realizzare un impianto di produzione di energia elettrica in cui l’energia prodotta in esubero - ovvero non utilizzata per le nostre utenze - venga immessa nella rete elettrica nazionale).

Precisiamo subito che i costi di connessione qui trattati si riferiscono ad oneri una tantum legati alla sola realizzazione o adeguamento tecnico delle linee elettriche afferenti alla nostra utenza e non comprendono eventuali costi mensili fissi in bolletta e/o maggiorazioni del prezzo €/kWh dell’energia prelevata; questi ultimi due costi probabilmente comunque sussisteranno e dipenderanno dalle condizioni contrattuali specifiche dell’utenza elettrica stessa.

 

COSTI PER CONNESSIONI IN PRELIEVO
La richiesta di aumento della potenza in prelievo della propria utenza (in generale di adeguamento dell’utenza) va inoltrata all’impresa distributrice (gestore di rete) di competenza nella zona ove è ubicata l’utenza stessa. Nella richiesta occorre precisare tra l’altro, oltre alla potenza richiesta, anche la tensione di alimentazione (ad esempio se bassa o media tensione) e l’ubicazione del punto di prelievo o di interconnessione (cioè dove è collocata fisicamente l’utenza esistente o da realizzare). Le connessioni permanenti per potenze richieste fino a 100 kW vengono effettuate con consegna in bassa tensione, salvo esplicita e motivata diversa necessità del richiedente.

Il gestore di rete rende disponibile al richiedente un’offerta (preventivo) per l’erogazione del servizio richiesto.

Per le richieste di esecuzione di lavori semplici sulla rete in bassa tensione per i quali il venditore (fornitore di energia elettrica ovvero la società che emette le bollette) sia in grado di predeterminare direttamente l’importo a carico del cliente finale (richiedente), non si applicano i costi che descriveremo di seguito ma la procedura descritta dall’articolo 83 del TIQE 2016-2023. Tale iter prevede tra l’altro il pagamento per l’aumento della connessione in prelievo generalmente direttamente con la bolletta elettrica. Ciò vale solo nel caso in cui ad esempio sia richiesto un incremento esiguo della potenza in prelievo senza domanda di aumento anche della potenza in immissione; inoltre tale casistica deve prevedere pure che le condizioni tecniche della linea possano permettere aumenti di potenza senza interventi tecnici da parte del gestore di rete sulla linea stessa.

I corrispettivi per le connessioni in prelievo oltre a quote fisse per oneri amministrativi sono dipendenti dall’entità dell’aumento di potenza - o della richiesta di potenza per nuove connessioni – (quota potenza) e dalla distanza fra la localizzazione della nostra utenza e la cabina elettrica del gestore di rete più vicina all’utenza stessa (quota distanza). Per connessioni in bassa tensione si tratta delle cabine di trasformazione MT/bt (Media/bassa tensione) del gestore mentre per connessioni in media tensione vanno prese in considerazione le cabine AT/MT (Alta/Media tensione) del gestore. La distanza ai fini del calcolo del contributo di connessione è rilevata su planimetrie predisposte dal gestore di rete che contengono l’ubicazione delle cabine di riferimento. La distanza è misurata in linea retta isometrica dal baricentro della cabina di riferimento fino al punto di prelievo dell’energia elettrica (la localizzazione della nostra utenza).

L’ammontare del corrispettivo richiesto è calcolato applicando i contributi riportati nella Tabella 1 per connessioni in bassa tensione e quelli indicati in Tabella 3 per connessioni in media tensione. Nel caso di richieste di aumento della potenza in prelievo già disponibile e per connessioni in Media Tensione, è addebitata solo la componente della quota potenza e considerando la sola parte di potenza disponibile aggiuntiva rispetto a quella preesistente. Il calcolo della quota potenza nel caso di aumento della potenza in prelievo va effettuato in generale (sia in bassa che media tensione) considerando il conteggio del solo aumento di potenza; ad esempio se la nostra utenza di casa ha una potenza massima contrattuale di 3,3 kW e decidiamo di aumentarla a 5,3 kW allora il valore di potenza da considerare per i conteggi della quota potenza della Tabella 1 è (5,3 - 3,3) = 2 kW.

In relazione a ciascuna nuova connessione o richiesta di aumento di potenza, qualora non sia prevista l’applicazione di contributi commisurati alla spesa relativa, è inoltre applicato un ulteriore contributo fisso, a copertura degli oneri amministrativi, fissato nella Tabella 2.

 

Il contributo di connessione nel caso in cui la richiesta riguardi un’utenza alimentata in bassa tensione per il quale l’aumento di potenza in prelievo comporti anche il passaggio alla alimentazione in media tensione, è pari alla componente in quota fissa di cui alla Tabella 4 e alla componente in quota potenza di cui alla Tabella 3 sempre in riferimento alla sola potenza aggiuntiva rispetto alla precedente già disponibile. E’ inoltre applicato il contributo fisso a copertura degli oneri amministrativi della Tabella 2.

E’ possibile anche richiedere la riduzione della potenza disponibile in prelievo di un’utenza elettrica preesistente. Tale domanda comporta l’applicazione del contributo fisso a copertura degli oneri amministrativi di cui alla Tabella 2. In caso di successive richieste di incremento della potenza in prelievo, i corrispettivi regolati dalla Tabella 1 e dalla Tabella 2 si applicano anche in relazione alla quota di potenza eventualmente oggetto di precedente rinuncia.

 

COSTI PER CONNESSIONI IN IMMISSIONE
Il corrispettivo per la connessione di impianti alimentati da fonti rinnovabili ovvero per la richiesta di variazione potenza in immissione massima dell’utenza elettrica è dato dal minor valore fra le seguenti relazioni:

dove:

CPA = 35 €/kW

CMA= 90 €/(kW . km)

CPB = 4 €/kW

CMB = 7,5 €/(kW . km)

P = potenza ai fini della connessione di cui al comma 1.1, lettera z) del TICA, espressa in kW; è il massimo valore fra zero e la differenza fra la potenza in immissione richiesta e la potenza già disponibile per la connessione;
la potenza in immissione richiesta: è il valore della potenza in immissione complessivamente disponibile dopo gli interventi da effettuare senza che l’utente sia disconnesso (kW);
la potenza già disponibile per la connessione è il valore massimo fra la potenza già disponibile in prelievo e la potenza già disponibile in immissione;

DA = distanza in linea d’aria tra il punto di connessione e la più vicina cabina di trasformazione media/bassa tensione del gestore di rete in servizio da almeno 5 (cinque) anni, espressa in km con due cifre decimali;

DB = distanza in linea d’aria tra il punto di connessione e la più vicina stazione di trasformazione alta/media tensione del gestore di rete in servizio da almeno 5 (cinque) anni, espressa in km con due cifre decimali.

 

Nei casi di nuova connessione in cavo interrato, i predetti corrispettivi CM vanno moltiplicati per 2.


Nei casi di nuova connessione, qualora la linea sia in parte in cavo interrato e in parte in linea aerea, il corrispettivo per la connessione, espresso in euro, è pari a:

 


 

dove, oltre ai termini già definiti precedentemente:

Dcavo=lunghezza reale della linea di connessione realizzata in cavo interrato;

Daereo=lunghezza reale della linea aerea di connessione;

Dtotale = lunghezza reale della linea di connessione, pari alla somma di Dcavo e di Daereo .

Nei casi di adeguamento di una connessione esistente, qualora la linea sia in parte in cavo interrato e in parte in linea aerea, il corrispettivo per la connessione, espresso in euro, è pari a quello appena espresso ad eccezione del fatto che i corrispettivi CM non vengono moltiplicati per 2.

Nei casi di richieste di connessione di impianti di produzione che non siano raggiungibili con strada percorribile da automezzi o che siano separati dagli impianti di distribuzione esistenti da tratti di mare, di lago o laguna, e per cui occorre realizzare una nuova connessione, i corrispettivi CM e CP sono moltiplicati per 3.

Per ulteriori dettagli, approfondimenti e precisazioni rimandiamo i lettori alle suddette due deliberazioni dell’AEEGSI.

 

NOVITA’ DELIBERA ARERA 782/2016/R/eel del 22 DICEMBRE 2016
La Delibera ha introdotto, tra l’altro, delle agevolazioni temporanee per tutte le richieste di variazione della potenza contrattualmente impegnata presentate tra il 1 aprile 2017 e il 31 marzo 2019 da clienti finali che hanno sottoscritto un contratto di fornitura relativo a punti di prelievo delle seguenti tipologie:

a) per utenze domestiche in bassa tensione, dove per tali si considerano i contratti riguardanti l’energia elettrica utilizzata per alimentare:

  1. le applicazioni in locali adibiti ad abitazioni a carattere familiare o collettivo, con esclusione di alberghi, scuole, collegi, convitti, ospedali, istituti penitenziari e strutture abitative similari;
  2. le applicazioni relative a servizi generali in edifici di al massimo due unità immobiliari, le applicazioni relative all'alimentazione di infrastrutture di ricarica private per veicoli elettrici, le applicazioni in locali annessi o pertinenti all'abitazione ed adibiti a studi, uffici, laboratori, gabinetti di consultazione, cantine o garage o a scopi agricoli, purché l’utilizzo sia effettuato con unico punto di prelievo, per l’abitazione e i locali annessi, e la potenza disponibile non superi 15 kW.

Le agevolazioni per le richieste di aumento di potenza consistono nell'assenza di applicazione del contributo in quota fissa a copertura degli oneri amministrativi, fissato nella precedente Tabella 2 e, qualora il livello di potenza impegnata conseguente all'incremento non sia superiore a 6 kW, il contributo in quota potenza di cui alla Tabella 1 viene addebitato nella misura ridotta di cui alla Tabella 1bis riportata di seguito:

Infine, con l’entrata in vigore della riforma delle tariffe elettriche ci sarà una maggiore possibilità di scelta dei livelli di potenza in prelievo della propria fornitura nel caso si volessero variare rispetto agli attuali.
E’ stata infatti fissata una gradualità più fitta delle potenze in prelievo rispetto a quanto previsto finora; ciò permetterà agli utenti di individuare il livello che più si addice alle proprie necessità.
Dal 1° gennaio 2017, si può chiedere perciò di aumentare o diminuire la potenza contrattualmente impegnata:

  • di 0,5 kW, fino a 6 kW;
  • di 1 kW, oltre 6 kW e fino a 10 kW;
  • di 5 kW oltre 10 kW e fino a 30 kW.

Di fatto le potenze che è possibile richiedere sono perciò le seguenti:


Calcola i corrispettivi di connessione in modo automatico
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Il foglio di calcolo è concepito in modo che restituisca i costi il più possibile attinenti a quelli reali anche se tendenzialmente “in eccesso” ovvero in modo da non avere “sorprese” dopo la ricezione del preventivo da parte del gestore di rete. Nel caso di adeguamenti di connessioni in bassa tensione ad esempio, nell’ipotesi di potenza preesistente dei classici 3,3 kW massimi in prelievo, il gestore di rete può anche decidere (in base a determinate condizioni tecniche) di addebitare al richiedente solo alcune componenti economiche che formano gli oneri legati all’aumento di potenza in prelievo.
 

 

 

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